Le 5 startup del programma di accelerazione IoT di H-Farm e Deutsche Bank

Scelti i progetti del nuovo programma di accelerazione in ambito IoT lanciato da H-Farm in collaborazione con Deutsche Bank

Tre startup vengono dal Portogallo, una dalla Slovenia, una addirittura dall’Australia. Si occupano di monitorare la catena del freddo, ma anche di realtà aumentata e di calcolare i costi reali di produzione di agricoltura. Ad accomunare i 5 progetti è la partecipazione al primo Internet of Things Accelerator di H-Farm, il programma che l’acceleratore di Roncade ha avviato in collaborazione con Deutsche Bank. Obiettivo del programma è finanziare e facilitare l’ingresso nel mercato alle startup attive nel mondo dell’IoT. Partner dell’iniziativa IBM, ENEL, STMicroelectronics, MeterLinq e SigFox, che non oltre ad attività di mentorship e advisory, daranno alle startup anche la possibilità di effettuare veri e propri test sul campo per verificare la validità del loro progetto. Al termine del programma Deutsche Bank presenterà le startup al suo network di clienti e possibili investitori per aiutarli nella crescita e facilitare l’ingresso nei mercati di riferimento. «Siamo molto fieri di questa collaborazione con Deutsche Bank – ha dichiarato Tim O’Connell, responsabile dei programmi di accelerazione di H-Farm – che ha puntato a un target particolarmente elevato: le startup che abbiamo selezionato sono infatti realtà che hanno sviluppato soluzioni concrete nel campo dell’IoT, già testate e presenti sul mercato. Inoltre la presenza di partner industriali di livello ha permesso di attrarre candidature da tutto il mondo, dal Portogallo fino all’Australia».

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Deutsche Bank

Le 5 startup selezionate

  1. Sensefinity (Portogallo) ha sviluppato Sensorice, un prodotto che consente di monitorare la catena del freddo. Chi dispone di un ristorante, una farmacia, una gelateria, grazie a Sensorice è in grado di monitorare la temperatura e l’umidità e di sapere sempre se la temperatura non è perfetta. Questo permette di evitare lo spreco di cibo e medicine. Sensefinity è già sul mercato e ha venduto più di 55 mila sensori.
  2. Agroop (Portogallo), ha sviluppato un’app multi-device, Agroop Operational, che aiuta gli agricoltori a calcolare in modo intuitivo i costi reali di produzione per chilo, tonnellata e ettaro. La squadra è impegnata ad integrare questa soluzione con sensori scalabili per aiutare gli agricoltori ad essere più produttivi e prevedere i fattori di rischio. Agroop ha già all’attivo più di 500 utenti in Portogallo  ed ora è alla ricerca di nuovi partner, clienti e investitori in Italia.
  3. Glartek (Portogallo), ha sviluppato una soluzione che punta ad aiutare l’industria a risparmiare tempo e denaro nelle attività di manutenzione attraverso la Realtà Aumentata. Glartek è già impegnata in tre progetti pilota, il più importante coinvolge il Centro Cultural de Belém.
  4. Zenodys (Slovenia) si rivolge all’industria 4.0: attraverso una piattaforma intuitiva permette alle aziende di gestire in autonomia e facilmente soluzioni IoT. Tra i loro clienti possono annoverare Festo, Alliander e Città di Amsterdam.
  5. Leapin Digital Keys (Australia-Uk) si rivolge ai produttori di serrature di tutto il mondo, fornendo soluzioni digitali per le loro serrature intelligenti. Hanno sviluppato un software grazie al quale tutti gli autorizzati possono aprire la serratura attraverso il proprio smartphone. A metà del 2016, sono state già concluse 3 mila vendite.

150 candidature, 4 mesi di accelerazione

Le 5 startup dell’Internet of Things Accelerator sono state scelte fra 150 candidature arrivate da oltre 30 Paesi nel mondo. Durante i 4 mesi del programma, i progetti potranno beneficiare di servizi di mentoring e tutoring da parte di uno staff dedicato, e di un primo investimento cash di 20 mila euro.

5,5 milioni di oggetti ogni giorno

Il mercato IoT che, stando alle statistiche della società di consulenza Gartner, avrà una crescita esponenziale: già alla fine del 2016 ci saranno 6,5 miliardi di oggetti connessi nel mondo, oltre il 30 percento in più di quelli distribuiti del 2015. Entro il 2020 si arriverà a 20,8 miliardi di smart thing. Il tasso di crescita è tale che già da quest’anno saranno connessi all’IoT ben 5,5 milioni di oggetti ogni giorno.

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