Pandemia, 3 cose che insegna sulla gestione di un team di lavoro per Mauro Margherita di Turboalgor - OpenInnovation

Ultimo aggiornamento il 22 aprile 2020 alle 17:54

Pandemia, 3 cose che insegna sulla gestione di un team di lavoro per Mauro Margherita di Turboalgor

«Motivare un team in tempi in cui ansia e paura sembrano vincere su tutto: questa è la sfida delle sfide. Puoi riuscirci solo offrendo prospettive, parlando di futuro e progetti», spiega il Ceo della startup che rivoluziona la catena del freddo e raccoglie 7 milioni di euro.

La dura gestione di una startup in tempi di smart working.  A parlarci della sua esperienza è Mauro Margherita, Ceo di Turboalgor, startup che applica il turbo delle auto al settore della refrigerazione per ridurre l’impatto della catena del freddo sull’ambiente.

«Motivare un team in tempi in cui ansia e paura sembrano vincere su tutto: questa è la sfida delle sfide. Puoi riuscirci solo offrendo prospettive, parlando di futuro e progetti. D’altronde, il lavoro resta una delle ancore a cui aggrapparci per non perdere contatto con la realtà», spiega Mauro.

Mauro ci racconta come cambia il lavoro di un manager in tempi di emergenza e di Turboalgor, la startup che guida e che ha raccolto sette milioni di euro tra finanziamento pubblico e privato, vincendo bandi come Horizon 2020.

Rallentare e ritrovarsi

Mauro è anche CEO della Angelantoni Test Technologies, parte del Gruppo Angelantoni Industrie, che opera nel settore delle camere per test ambientali, apparecchiature biomedicali e delle energie rinnovabili. In totale, guida un team di 280 persone:

«Ero sempre in viaggio, con la volontà di essere sempre a stretto contatto con i miei collaboratori. Se c’è una cosa che la pandemia mi ha insegnato è una migliore gestione del mio tempo e la possibilità di trascorrere del tempo “prezioso” con la famiglia. Ho scoperto che tante delle attività che rincorrevo avrei potuto gestirle comunque bene anche da remoto».

Questo non è il solo vantaggio della gestione di un team a distanza. Mauro ne svela altri, come “la necessità di rafforzare la fiducia nei collaboratori e quindi responsabilizzarli di più” e poi di ragionare in ottica di “performance”:

«Mi riferisco agli obiettivi, da condividere e misurare e su cui poi confrontarsi, che facilitano la crescita di un gruppo di lavoro e di un’azienda per estensione».

Turboalgor,  la refrigerazione del futuro

tecnologia turbo turboalgor

Turboalgor nasce come progetto di open innovation del Gruppo Angelantoni.

L’idea di base è di adattare una tecnologia come il turbo agli impianti frigoriferi. Il turbo consente di recuperare parte dell’energia che viene persa nella valvola di laminazione, dove il liquidorefrigerante passa da un’alta a una bassa pressione. Inserendo uno scambiatore di calore, ovvero un economizzatore, e un turbocompressore, si recupera parte di questa energia e, allo stesso tempo, si incrementa la potenza frigorifera dell’impianto. Ma soprattutto, il processo abbassa l’impatto della catena del freddo, oggi responsabile del 17% dei consumi energetici del Pianeta.

Sul progetto lavorano una quindicina di persone tra ricercatori, manager, investitori. In soli 3 anni, dal 2016, anno di fondazione della startup, Turboalgor ha ottenuto un brevetto internazionale e la fiducia di player dell’alimentare e della supply chain refrigerata, quali Fiorucci spa e Stef Italia srl, che oggi adottano la soluzione, portando anche all’efficientamento dei costi:

«Parliamo di risparmi anche di cinquecento euro al mese per questa specifica turbina, la più piccola in una gamma di 5 unità divise per range di potenza. Considerando che il suo costo si aggira sui 15mila euro, l’utilizzatore con la nostra soluzione può ripagare l’investimento in poco più di due anni».

La tecnologia è pensata per impianti frigoriferi nel settore della refrigerazione (bassa temperatura) e del raffreddamento (media temperatura). Ma potrà presto essere applicata anche agli impianti di condizionamento industriali e alle pompe di calore:

«Turboalgor è stata studiata per impianti che usano tutti i possibili fluidi refrigeranti organici, gli HFC (da 20 fino a 300 KW), ma si potrà applicare anche agli impianti che usano fluidi frigorigeni naturali, es. l’ammoniaca, e per potenze superiori ai 300 KW.  È in corso di sperimentazione anche la tecnologia per impianti che usano l’anidride carbonica, di cui stiamo iniziando la fase di sviluppo».

Tra ostacoli e futuro

Mauro Margherita Ceo Turbolagor

Malgrado vendite già concluse e poi venute meno –  come un cliente nuovo vicino Codogno che ha dovuto poi rinunciare all’installazione – e altri ostacoli lungo il percorso, Turboalgor  pensa al futuro, sviluppando prototipi per portare la sua tecnologia anche al mercato della refrigerazione per uso domestico:

«Industria farmaceutica, chimica, alimentare, tutto il settore della logistica e del trasporto del refrigerato, la grande distribuzione: sono tantissimi i campi in cui può trovare spazio la tecnologia Turboalgor.  Nel 2019, tra nuovo e usato, il mercato potenziale a livello europeo è  stato di 150mila unità, con una crescita stimata del 9% l’anno entro il 2023».

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