The European House - Ambrosetti: il rapporto Technology Forum 2019 - OpenInnovation
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Ultimo aggiornamento il 30 maggio 2019 alle 18:51

The European House – Ambrosetti: il rapporto Technology Forum 2019

Dobbiamo renderci conto che siamo in un periodo storico in cui non ci è permesso rallentare. Secondo il Rapporto Technology Forum 2019 per competere sullo scenario internazionale, l’Italia deve essere all’avanguardia in innovazione e tecnologia. Ecco le 5 linee guida strategiche per risalire la classifica

È stato presentato oggi, nel corso dei lavori dell’ottava edizione del Technology Forum di The European House – Ambrosetti, il rapporto “THE AGE OF EXPONENTIAL TECHNOLOGICAL CHANGES” che contiene i risultati dell’ultimo anno di lavoro della Community Innovation and Technology di Ambrosetti che si offre agli attori pubblici e privati dell’ecosistema per l’innovazione come una piattaforma di discussione e conoscenza di alto livello, elaborando riflessioni per stimolare l’innovazione del Paese.

 

Sin dalla sua nascita, Ambrosetti sostiene che, per dare maggiore impulso alla crescita dell’Italia, sia necessario compiere scelte coraggiose e privilegiare settori produttivi con elevato contenuto tecnologico ed innovativo. Gli investimenti italiani in Ricerca & Sviluppo sul PIL sono ancora troppo bassi: 23 miliardi di Euro, 1,35% del PIL e in calo rispetto all’1,37% del 2016. Servono altri 28,5 miliardi di Euro per pareggiare quanto oggi investe la Francia (comunque metà della Germania). Il numero di ricercatori in Italia (136.204) è più basso dei principali Paesi Europei: meno di un terzo della Germania. Inoltre, i principali Paesi europei possiedono una Agenzia Nazionale della Ricerca, ente di cui l’Italia è ancora sprovvista.

 

Nonostante questo, il Paese può contare su alcuni punti di forza: l’Italia si conferma il 1º Paese nel mondo per numero di citazioni per ricercatore e per produttività della ricerca in termini di pubblicazioni per ricercatore. A questo si aggiungono un’ottima base manifatturiera di riferimento (l’Italia rappresenta il 18,5% del totale delle PMI nell’UE) e un miglioramento nel panorama di startup innovative che a maggio 2019 hanno raggiunto quota 10.320 (con la Lombardia che rappresenta il 25% del totale nazionale).

L’Italia deve quindi sfruttare l’eccellente sistema della ricerca e l’importante patrimonio manifatturiero e concentrare l’azione su alcuni ambiti prioritari: – occorre aumentare gli investimenti in ricerca e innovazione, sia pubblici sia privati, oggi ancora troppo limitati rispetto ai competitori europei: nell’ultimo anno, il peso degli investimenti in Ricerca & Sviluppo è diminuito, passando da 1,37% a 1,35%, una percentuale ancora largamente distante dall’obiettivo europeo di raggiungere il 3% entro il 2020; – occorre colmare le lacune nei campi scientifici e tecnologici, creando una forza lavoro qualificata: il Paese infatti è ultimo in Europa per numero di laureati in ICT, una delle aree a maggior richiesta nel mercato del lavoro, e solo il 12,3% delle aziende italiane offre corsi ICT ai propri dipendenti, contro il 29,8% della Germania, il 27,0% del Regno Unito e il 21,2% della Francia; – occorre continuare a stimolare la creazione di un fondo di Venture Capital con molti stakeholder nazionali coinvolti: è stato stanziato 1 miliardo di Euro sul Fondo Nazionale Innovazione.

 

Per competere sullo scenario internazionale, l’Italia deve essere all’avanguardia in innovazione e tecnologia. Ecco le 5 linee guida strategiche della Community Innovation and Technology di The European House – Ambrosetti:

 

1. istituire un gruppo di ricerca sul 6G;

 

2. realizzare un progetto pilota per la sperimentazione della prima Smart & Circular Region in Italia;

 

3. promuovere programmi di sviluppo delle competenze tecnologiche del futuro;

 

4. includere l’Intelligenza Artificiale nelle responsabilità e fra le priorità del Chief Technology Officer nazionale;

 

5. costituire l’osservatorio italiano per lo studio dei co-benefici.

 

Nell’industria tecnologica globale odierna vi sono spazi di mercato ed opportunità per nuovi modi di pensare, nuovi design da implementare e innovazioni da sfruttare. Negli ultimi anni ricercatori e imprese di tutto il mondo hanno fatto enormi passi avanti nello sviluppo e nella scoperta, ad esempio, di nuovi materiali che potranno rivoluzionare interi comparti dell’economia. Il continuo miglioramento degli algoritmi di Intelligenza Artificiale potrà portare l’umanità dentro una nuova era tecnologica, con effetti dirompenti analoghi a quelli che ebbe la diffusione dell’elettricità nelle società moderne. Dobbiamo scommettere su scienza, tecnologia, ricerca e innovazione per immaginare un Paese sostenibile, all’avanguardia e competitivo“, sottolinea Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di The European House Ambrosetti. “La Community Innovazione e Tecnologia, avviata nel 2011 nell’ambito di Ambrosetti Club e giunta al suo ottavo anno di attività, ha proprio l’ambizione di sostenere questo processo, configurandosi come un punto di riferimento di alto livello per tutti gli attori pubblici e privati del Paese che hanno un ruolo attivo nell’ecosistema dell’innovazione italiano, per aiutare il mondo dell’Impresa, dell’Università e della Ricerca, delle Istituzioni e della Finanza a trovare un linguaggio comune che sia di stimolo per la crescita e l’innovazione nel Paese”

 

Tra i relatori che hanno partecipato: Max Amordeluso (Lead Evangelist for Amazon Alexa in Europe); Carl Benedikt Frey (Oxford Martin Citi Fellow at Oxford University); Roberto Cingolani (Scientific Director of the Italian Institute of Technology (IIT)); Chris Grantham (Director of the circular economy portfolio at IDEO); Riccardo Sabatini (Chief Data Scientist, Orionis Biosciences); Ernesto Ciorra (Chief InnovabilityOfficer (Innovation and Sustainability) of the Enel Group); Michael Cooke (SVP Global Head of HSE and Sustainability in ABB); Hugh McCann (Global Partners Lead for Europe in the Ellen MacArthur Foundation); Christoph Lütge (Director of the new TUM Institute for Ethics in Artificial Intelligence, Technical University of Munich (TUM)); Julian Melchiorri (CEO, Arborea); Anirudh Sharma (Founder, GravikyLabs); Vincenzo Palermo (Businessman and director of research at the National Research Council -CNR); Stefano Casaleggi (Direttore Generale, Area Science Park).

 

Il Rapporto “THE AGE OF EXPONENTIAL TECHNOLOGICAL CHANGES” è realizzato con il contributo di: Enel, Area Science Park, Fujitsu, ABB, Agrati, Cisco, Pirelli, con la collaborazione di Mind – Milano Innovation District e ANSA come media partner. Su www.technologyforum.eu il report in versione integrale.

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