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Dic 5, 2018

Le Village di Crédit Agricole anche a Milano

Il modello per un hub dell'innovazione del gruppo francese arriva in Italia. La Lombardia è la prima tappa di un cammino che lo porterà in tutto lo stivale

Un pezzo di Milano recuperato, trasformato, preparato ad accogliere la modernità: la nuova sede di Milano de Le Village by CA, l’iniziativa dedicata all’innovazione dal gruppo francese, entra a far parte di un ecosistema che conta già 27 altri villaggi in un network che oggi punta all’Europa ma che pare già destinato ad espandersi in tutto il mondo (è già presente a New York e Hong Kong). L’inaugurazione di oggi, a un passo da Porta Romana, ha visto anche il debutto nella nuova veste di sindaco del villaggio di Gabriella Scapicchio, che avrà il compito di guidare la crescita dell’hub anche grazie alle startup che saranno ospitate da Crédite Agricole in una piccola oasi verde e silenziosa nel cuore della città che più di tutte sta correndo in Italia.

Che cos’è Le Village

Come nasce l’idea Le Village lo spiega Carlo Piana, direttore generale Crédit Agricole FriulAdria nonché capo progetto per l’Italia per questa iniziativa: “Nel gruppo bancario ragionavamo da tempo su come accompagnare i nostri clienti nei distretti industriali italiani, che hanno attraversato una crisi ma che stanno ripartendo grazie a nuovi talenti: siamo andati in giro per l’Italia per vedere cosa era stato fatto, quali altri acceleratori di impresa sono nati. Abbiamo anche potuto vedere quello che il nostro Gruppo aveva realizzato in Francia, con il flagship Village di Parigi e il network in tutta la nazione”.

 

“Lo scopo del villaggio è accogliere i diversi attori di un ecosistema” continua Piana, che scandisce i passaggi che in meno di un anno hanno portato dall’idea al compimento dell’opera che oggi apre i battenti. “Faciliterà il nascere di nuove imprese e faciliterà anche la nostra trasformazione: l’industria bancaria ha bisogno di innovazione, ma noi facciamo questo in modo disinteressato. Questo deve essere il punto di incontro tra imprenditori e investitori, noi saremo il punto di contatto tra questi due mondi” conclude Piana.

Dominique Pasquier, amministratore delegato e direttore generale Agos Ducato, in un certo senso rincara la dose richiamando i valori alla base di questo investimento: “Abbiamo fatto tutto questo per i nostri clienti: il nostro obiettivo primario è portare innovazione nel mercato, perché pensiamo che il digitale possa garantire maggiori vantaggi ai nostri clienti”. Gli esempi di come il digitale possa garantire vantaggi nella vita di tutti i giorni sono evidenti, con colossi come Amazon o startup come Uber che lo dimostrano: “Ma è anche importante sviluppare sinergie, per creare uno strumento utile a potenziare gli investimenti nell’ecosistema Italia. Questo fa parte del DNA del gruppo CA, contribuire in modo significativo allo sviluppo del territorio. Infine – conclude Pasquier – per noi è anche importante fornire ai nostri clienti in cerca di investimenti le opportunità utili a farlo”.

Com’è fatto Le Village

Pensate a un borgo come quelli di cui l’Italia è ricchissima: un piccolo agglomerato di persone che si sviluppa attorno a una piazza centrale, un luogo dove si affacciano le botteghe degli artigiani e dove fervono gli scambi e i rapporti tra gli abitanti. Questo (e altro) è quanto si trova ogni giorno in uno dei Villaggi di CA, e che da oggi si potrà osservare anche a Milano: un polo da ben 2.700 metri quadrati ricavati dal recupero di un convento del XV secolo nella zona di Porta Romana, e pensato per diventare il teatro in cui l’innovazione possa trovare casa. Un quadriportico con un chiostro, un luogo dove rispolverare il motto benedettino ora et labora: adattandolo alla contemporaneità.

Nei programmi di Crédit Agricole saranno almeno 40 le startup ospitate nelle sale de Le Village milanese, con oltre 200 postazioni di lavoro messe a disposizione con la formula del coworking. Ma ci saranno anche uffici privati e sale multifunzionali che serviranno ad ospitare i partner dell’iniziativa che formeranno assieme alle giovani imprese un vero e proprio ecosistema: nomi come PwC, NEXI, econocom, KPMG, Arlati Ghislandi, Bearing Point, Orric, Nctm Studio Legale e Signify, tutti contribuiranno ai percorsi di consulenza, formazione e mentorship che saranno a disposizione delle startup.

Accanto a questo ci saranno anche i partner tecnici de Le Village, come Microsoft o Endeavor Italia. Alla nascita de Le Village ha contribuito anche Nuvolab, che ha curato la sinergia con investitori e altri stakeholder del settore. Il team del villaggio è rimarrà snello, chiarisce Scapicchio, che conta e spera nel supporto dei partner e delle società del gruppo CA per proseguire il cammino.

Chi ci sarà a Le Village

Artmest, Interiorbe, Eligo, Paydo, Risarcimento Viaggi e Tutored sono le prime startup che hanno già trovato casa a Le Village e che per un paio d’anni abiteranno nel borgo dell’innovazione Credite Agricole. La selezione di ingresso al villaggio sarà severa, racconta ancora Scapicchio, che spiega anche come saranno 6 le tematiche verticali che saranno seguite a Le Village: 6F che si traducono in Food, Fashion, Furniture, Fintech, Future mobility e France.

Le startup potranno partecipare alla vita del borgo per 2 anni, poi auspicabilmente prenderanno il volo grazie ai successi conseguiti. Le Village non si rivolge alle early stage, ma alle startup che stanno già avviando la propria fase di crescita: saranno inserite all’interno dell’ecosistema dove potranno accedere ai servizi sopra descritti, e con cui accelerare la propria crescita.

 

La prima call pubblica di Le Village partirà domani, 6 dicembre, per concludersi l’11 gennaio ed è rivolta alle startup e alle aziende innovative che stiano sviluppando nuove proposte per Fintech e Future mobility: chi sottoscriverà al bando si sottoporrà al giudizio di un comitato formato dai partner di Le Village, dagli abilitatori e dalle aziende abitanti del borgo dell’innovazione, e ovviamente da Crédit Agricole. Le migliori saranno selezionate per un pitch day, nel quale giocarsi le proprie chance di entrare a loro volta come residenti di Le Village.

“Vogliamo trovare startup di qualità, con team motivati, con un business model sensato e scalabile e che sono già attive sul mercato” continua Scapicchio. Da febbraio le startup scelte, saranno una decina circa, potranno trasferirsi nella loro nuova casa. Alcune aree de Le Village sono già abitate, e l’intero hub sarà operativo a gennaio. Ma non finisce qui: dopo l’esordio milanese, altri villaggi satellite nasceranno nel resto d’Italia, per creare un ulteriore livello dell’ecosistema che attraversi l’intero Paese e potenzialmente allargarsi anche a livello internazionale.

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