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Nov 20, 2018

QVC Italia, open innovation al lavoro

Come un network internazionale dedicato alla vendita punta sulle idee che arrivano dalle startup per evolversi. E offrire una chance a tutti

Tra i protagonisti del Premio Marzotto, e in particolare della selezione Corporate Fast Track dove quest’anno ha premiato Kigarden, QVC Italia è un marchio conosciuto da moltissimi telespettatori: è il canale televisivo dell’home shopping per eccellenza, che negli ultimi anni si è evoluto fino a diventare una piattaforma multimediale che si estende al Web e ai social. E che proprio su open innovation e la collaborazione con le startup punta per accelerare la propria trasformazione digitale.

Di questo, e non solo, abbiamo parlato con l’amministratore delegato di QVC Italia: a Paolo Penati abbiamo chiesto di raccontarci la strada fatta fin qui dalla sua azienda, dove sta li sta portando l’apertura alla open innovation. “Intanto ci ha dato la possibilità di identificare realtà molto interessanti – spiega a StartupItalia! – Questo è un mondo che ha un tasso di fallimento piuttosto elevato, usiamo questa parola senza timore reverenziale perché è una caratteristica insita in questo mondo: per questo siamo molto contenti di poter vantare un tasso di successo attorno al 50 per cento con le nostre iniziative. Magari non abbiamo ancora trovato unicorni, ma non disperiamo”.

Un modello diverso

Quello che ha fatto QVC in questi anni è stato cercare di conoscere e incontrare quante più startup capaci di fornire l’opportunità di allargare l’offerta: andando oltre il modello consolidato dei buyer che negoziano il miglior accordo possibile con le aziende, e trasformandosi in scout alla ricerca di nuovi talenti. “Abbiamo cambiato radicalmente approccio – prosegue Penati – per raggiungere quelle realtà che non avevano ancora la struttura e la capacità per presentarsi da sole”.

 

Questo significa che le startup di cui è in cerca QVC Italia sono quelle legate al mondo in onda sul suo canale: abbigliamento, calzature, beauty, accessori, non necessariamente improntate all’innovazione tecnologica in senso stretto. Tutte, però, che ovviamente possano garantire un punto di vista diverso sulla progettazione, la produzione e la vendita di queste categorie di prodotto.

“Abbiamo registrato un deciso interesse per questo metodo – ci racconta Penati – Perché è un ottimo modo di raggiungere le famiglie italiane attraverso il nostro canale televisivo. Ma anche perché ci viene riconosciuto il ruolo di operatore qualificato con cui imparare come si affronta l’ultimo miglio, il luogo dove spesso queste realtà nuove incontrano ostacoli inattesi riguardanti la distribuzione. Perché la distribuzione è un’arena competitiva, puoi avere un prodotto splendido ma riuscire a venderlo non è sempre facile”.

Crescere insieme

Quello che ha imparato a fare in questi anni QVC Italia non è il consulente o il mentore delle startup: “Quello che facciamo con loro – racconta Penati a StartupItalia! – è condividere un obiettivo: faccio delle scelte, decido di investire del tempo della mia diretta su un marchio e da quell’ora devo generare la massima produttività. Per questo facciamo di tutto per funzionare le iniziative che supportiamo, perché vogliamo crescere insieme a loro: il tempo è una risorsa limitata, ed è importante per tutti che il nostro investimento frutti”.

 

In parallelo a questo va il percorso del modello di vendita di QVC: che si sta evolvendo, passo dopo passo, per essere sempre più una piattaforma in cui il canale televisivo è solo uno dei punti di contatto tra cliente e marchi. “Ad esempio diamo la possibilità di consolidare gli ordini in un’unica spedizione, anche mescolando acquisti fatti tramite il call center seguendo la TV con quelli completati sul nostro ecommerce. E poi abbiamo iniziato a portare sui social gli show di vendita”.

Anche in questo risiede il cambiamento: format pensati esclusivamente per il pubblico e il linguaggio del social network, che può anche generare il percorso inverso: “Abbiamo anche iniziato a sperimentare portando gli influencer nella diretta TV: un esperimento affascinante perché avvicina un pubblico diverso, un pubblico nuovo. L’evoluzione del modello corre velocissima, e grazie all’open innovation riusciamo a fornire un servizio sempre in evoluzione”.

 

La finale del Premio Marzotto si terrà il prossimo 22 novembre, quest’anno ospitata nel Museo MAXXI a Roma.

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