immagine-preview

Ago 30, 2018

Che cosa prevede il progetto di Flat Tax per le startup

Aliquota piatta agevolata al 5% per i primi quattro anni. Restano ancora da svelare, però, i requisiti per accedervi e restarvi dentro

La Lega non rallenta sulla Flat Tax, il modello di tassa piatta uguale per tutti. Se sembra sempre più difficile che il governo giallo-verde riesca ad attuarla fin da quest’anno per tutti (mancherebbero infatti le coperture finanziarie), potrebbe presto arrivare una anticipazione, una sorta di antipasto, limitato ad alcune categorie socio-economiche, tra cui le startup.

Una mini Flat Tax da 3,5 miliardi per 500mila professionisti

La mini Flat Tax dovrebbe essere una misura dal valore piuttosto contenuto, attorno ai 3,5 miliardi coperti, prevedono Lega e Movimento 5 Stelle, con un taglio delle spese dello Stato. Interesserà esclusivamente le partite Iva, le startup e alcune categorie anagrafiche, come spiegheremo meglio nel paragrafo successivo. Nell’attesa che il sito della Camera pubblichi il testo della proposta di legge (atto n. 902) firmata, tra gli altri, dagli onorevoli Riccardo Molinari (Lega) e Francesco D’Uva (M5S), occorre attenersi agli annunci dei due schieramenti.

Riccardo Molinari (Lega) è il firmatario della mini Flat Tax prevista per le startup e altre limitate categorie

Questo antipasto della tassazione piatta dovrebbe avere per lo scaglione minimo una durata limitata nel tempo come spiegheremo meglio subito sotto. In totale, la Lega calcola che mezzo milione di professionisti potrà abbandonare progressivamente l’Irpef e le addizionali dell’Irap per lasciarsi abbracciare dalla Flat Tax all’italiana, non una vera e propria tassa piatta ma una riedizione ad almeno due aliquote.

L’aliquota al 5%

Come già si anticipava, la Flat Tax per le startup prevede quattro anni di tassazione agevolata al 5%, per favorire lo sviluppo societario nel delicato momento dell’avvio dell’impresa. Al medesimo regime potranno accedere alcune categorie anagrafiche: gli under 35 e gli over 55 per 5 periodi d’imposta successivi. Restano invece ignoti i requisiti per accedere e permanere all’interno di questa particolare aliquota agevolata, dato che pare scontato che non tutte le startup e non tutti gli under 35 e over 55 potranno beneficiarne (si pensi, per esempio, ai milionari). Quindi, in merito, non si attende solo la pubblicazione dell’atto depositato alla Camera ma soprattutto la discussione assembleare della Legge di Bilancio, durante la quale, emendamento dopo emendamento, prenderà forma la Flat Tax leghista, con i suoi beneficiari e i suoi esclusi. Quasi certa dovrebbe essere invece l’esclusione dagli studi di settore.

L’aliquota al 15%

L’aliquota al 15% sarà per le partite Iva e le piccole imprese fino a 100mila euro di ricavi o compensi annui. Alcuni paletti, in questo caso, sono stati già parzialmente svelati: per rientrare nella categoria, non bisognerà aver sostenuto spese per più di 15mila euro lordi o avere beni strumentali all’attività di impresa dal costo superiore ai 40mila euro. Molte le semplificazioni che vanno dal non detrarre l’Iva sugli acquisti al non dover presentare la dichiarazione Iva, dall’esonero dell’emissione delle fatture elettroniche  tra privati (rinviate al 2019) a quello, ben più stringente, del redditometro.

Chi ne beneficia?

In base ai dati che abbiamo, il calcolo è presto fatto: attualmente lo scaglione ricomprende le attività produttive che stanno nella forbice tra i 25mila e i 50mila euro e i professionisti entro i 30mila euro. Tali limiti verrebbero elevati nel massimo a 100mila euro. Bisogna comunque ricordare che, secondo i conti del Fisco, la tassazione al 15% è già una realtà per 665mila piccole partite Iva che hanno aderito nel 2016 al regime forfettario. La vera novità riguarderà l’estensione del forfettario alle società di persone e di capitali, su cui però nulla è stato ancora definito.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter