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Giu 25, 2018

TechItalia:Lab, ecco come sta crescendo la più famosa community Tech di italiani a Londra

Si tratta di un punto di riferimento ormai affermato per startup, scaleup e studenti

“Era da tanto che non trovavo tanta umanità ed è strano parlare di rapporti umani così forti in una comunità che tratta digitale”. E’ così che parla uno dei CEO che ha seguito l’ultimo programma di accelerazione a Londra firmato TechItalia:Lab, ed infatti è proprio questo lo spirito che caratterizza la community di cui fanno parte piu’ di 2000 professionisti del Tech che vivono a Londra. Dalla ormai celebre community TechItalia, nasce lo spin off TechItalia:Lab, primo acceleratore italiano per startup a Londra e il TechItalia Academy, programma formativo rivolto ai giovanissimi che unisce l’apprendimento alla scoperta del futuro.

TechItalia, dopo qualche anno dalla sua fondazione (luglio 2014) si è ingrandita talmente tanto da diventare un punto di riferimento per tutti quelli che dall’Italia vogliono crescere in UK, sia se si tratta di startup, scaleup o di uno studente.

E’ proprio vero che gli italiani, una volta trasferiti all’estero, accomunati da un senso di nostalgia nei confronti della propria terra (forse anche noi soffriamo di saudade), si diano un sostegno e un supporto tale da permettere il successo e la realizzazione di progetti che in altri contesti non sarebbe nemmeno possibile immaginare. Il detto “l’unione fa la forza” è alla base del successo di ogni tipologia di business.

Uno degli uomini più famosi che ha basato il proprio impero su questo concetto fu Henry Ford con la sua catena di montaggio: la loro auto era il prodotto del lavoro di migliaia di persone unite.

 

Nel settore Digital/Tech la catena di montaggio rappresenta qualcosa di molto piu’ significativo, non è infatti costituita da macchinari ma da persone.

Tutto nasce da un’idea innovativa allo stato embrionale, che come dicono i nostri mentori conta solo l’1 %, il resto viene fatto dalle persone. L’idea viene incubata, testata, modellata fino a quando non diventa un vero e proprio business, una vera e propria startup innovativa in grado di migliorare la vita delle persone.

TechItalia ha proprio questo obiettivo: avvicinare grandi esperti provenienti dall’Italia per riuscire a realizzare progetti ambiziosi in UK. Ma quello di cui parliamo non è la classica ‘fuga dei cervelli’ che caratterizza il nostro Paese da sempre. Il programma di accelerazione TechItalia:Lab accoglie tutti gli imprenditori italiani che non vogliono abbandonare il proprio paese, ma confrontarsi con esperti internazionali, attingere al ricco mercato inglese, testare il proprio business in una città dal mercato ricettivo, spingere il loro network professionale.

Infine, la chiave del successo per un imprenditore italiano è unire il proprio spirito di adattamento ed entusiasmo ad un approccio anglosassone, diretto e pratico, in grado di trasmettere la propria idea agli investitori in maniera forte e convincente.

TechItalia:Lab offre tutte queste opportunità agli imprenditori per consolidare i business “made in Italy” a livello internazionale.

 

Sicuramente non sarà semplice per un CEO di una startup fare armi e bagagli, delegare ad una persona fidata tutte le sue responsabilità ed allontanarsi dal proprio ufficio per diverse settimane, ma è proprio quello che abbiamo visto fare a molte delle nostre startup accelerate ed è questa la vera testimonianza di ambizione di un grande imprenditore.

Per questo ultimo programma abbiamo avuto il piacere di conoscere e apprezzare persone di grande spessore umano e professionale e progetti di valore che ci hanno raggiunto dall’Italia e non solo, persino dalla Silicon Valley.

E’ proprio Marco Scotti, Founder e CEO di Figaroo – LIFE – ad aver lasciato la California per avviare la sua azienda a Londra. Figaroo e’ una piattaforma disruptive che rivoluziona il mondo della luxury night life rendendola accessibile grazie al servizio innovativo “table pool” per dividere il conto dei costosi tavoli dei migliori locali delle principali citta’ del mondo. Il suo punto di forza è la rete di promoter esclusivi che ha conosciuto durante i suoi innumerevoli viaggi, nonostante abbia solo 27 anni.

Il piuù giovane della “classe” è Piero Fioretti, Founder e CEO di Natwork. Nato a Pisa, trasferitosi a Torino per gli studi universitari di ingegneria, dopo aver partecipato ed organizzato eventi business nel capoluogo piemontese, ha voluto trasformare il problema del networking freddo e distaccato vissuto in prima persona, in una soluzione innovativa. Natwork, infatti, e’ una mobile app che rende interattivo il networking prima-durante-dopo l’evento, seguendo il modello “Tinder”, offrendo anche gli organizzatori la possibilita’ di ottenere un’alta profilazione dei partecipanti.

I Phygital Influencer

Oltre ai giovani, mossi da entusiasmo e grinta, TechItalia:Lab ha visto anche uomini e donne di esperienza mettersi in gioco in una sfida verso i mercati internazionali.

Marina Sciarrino e Gianluca Sansone, soci da sempre, rispettivamente CTO e CEO di Brandorbi, marketplace di “phygital” influence marketing, dove i brand incontrano direttamente i loro clienti prenotando una location messa a disposizione dagli user di Brandorbi, i Phygital Influencer.

Ma cosa vuole dire “Phygital”? La parola “Phygital” e’ stata coniata di recente da un’agenzia australiana e nasce dall’unione di “physical” e “digital”: attraverso la piattaforma digitale gli utenti possono conoscersi fisicamente.

Molti di voi invece già conosceranno Alessio Romeo, Founder e CEO di Face4Job, piattaforma di job matching, che conta circa 400.000 utenti, che permette alle aziende di fare dei video colloqui di lavoro tramite un sistema di domande poste direttamente dalle HR ai candidati, evitando lo spreco di denaro legato all’aspetto logistico.

Strokin, fondata da Federico Masi, startup del portfolio del PoliHub di Milano, permette la digitalizzazione dei processi per club, bar, pub ed eventi tramite una mobile app. Grazie a Strokin i clienti possono ordinare direttamente dal proprio smartphone evitando le lunghe file e utilizzando un sistema cashless.

Massimo Granchi è uno di quelli che possiamo definire “Green Addicted”. Questo lo ha portato a fondare “GreenNess”, un progetto che sposa una nobile causa garantendo un futuro migliore per le nuove generazioni.

GrenNess è infatti un e-commerce dove e’ possibile acquistare prodotti e servizi di vario tipo ma con la grande differenza che se li acquisti tramite il loro sito, per ogni euro che spendi contribuisci ad eliminare un chilogrammo di CO2 dall’atmosfera.

Per gli appassionati di moda esiste Wowfit, fondata da Emanuele Tabellini e Lorenzo Sforzini, imprenditori italiani che hanno deciso di lanciarsi nel mondo del Fashion Tech tra Italia e UK.

WOWFIT è un progetto innovativo che ha come protagonisti principali gli utenti, testimonial e brand. Attraverso l’APP dedicata, gli utenti potranno ricevere consigli professionali sul proprio outfit da parte dei brand, acquisire punti e diventare veri testimonial.

Adesso si riparte con il terzo programma previsto dal 10 Settembre al 18 di ottobre. Sono online le application, visita il nostro sito: www.techitalialab.com.

 

La scadenza è prevista il 31 di luglio. Don’t delay!

 

di Alessandra Barraco

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