Giu 4, 2018

Predixit, parte su CrowdFundMe la campagna. Luca Ruju: “Abbiamo creato un algoritmo dal volto umano”

Un algoritmo tutto italiano pensato per permettere alle startup di sfidare i grandi colossi dell’ecommerce senza trasformarsi in “stalker” dei propri clienti

Si possono immaginare le scelte dei clienti? Si può capire che cosa vorranno comprare e da che cosa saranno interessati? Con l’Intelligenza Artificiale sì, e lo può fare anche un piccolo ecommerce. E’ la scommessa di Predixit startup italiana fondata nel 2015 da Luca Ruju, Elio Narciso e Jacopo Sarri che oggi sbarca su CrowdFundMe con l’obiettivo di raggiungere 300K. La valutazione in pre-money della startup è di di 1,5 milioni.

L’obiettivo di Predixit è quello di permettere alle piccole aziende di sfidare i grandi colossi dell’e-commerce come Amazon senza trasformarsi in “stalker” dei clienti. La piattaforma sfrutta una soluzione di A.I. che riconosce l’utente, ne intercetta gusti e preferenze ma non lo “insegue” al di fuori dello store visitato. “Vogliamo offrire all’utente un’esperienza di shopping online personalizzata e al tempo stesso non intrusiva” dice Luca Ruju, imprenditore italiano con alle spalle un’esperienza di 10 anni in Brasile, “quello che vogliamo fare con Predixit è  permettere a tutti di utilizzare l’intelligenza artificiale e di farlo in modo e semplice e mirato in un settore come quello delle vendite online poco valorizzato in Italia. La piattaforma si integra in soli tre minuti agli store e combinando, in un’unica soluzione, servizi basilari e sofisticati, oggi difficilmente accessibili alle piccole aziende che preferiscono tralasciare i propri negozi, affidando le vendite direttamente ai big come Amazon al prezzo di commissioni care. Predixit garantisce, invece, a basso costo prestazioni competitive, giocando ‘in casa’ e liberando le imprese dal lavoro operativo per uno shopping automatizzato e personalizzato, dai prodotti visualizzati in homepage a quelli raccomandati, dagli incentivi alle promozioni”.

La tecnologia di Predixit

Predixit conta sul “sesto senso” digitale di otto algoritmi in machine learning ed è destinata ad agenzie digitali,  piccole e medie imprese, startup e store manager che vogliono personalizzare la vendita di prodotti sui propri siti con elevati standard qualitativi e promozionali e fidelizzare vecchi e nuovi clienti, ricordando comportamenti e preferenze individuali. Il tutto senza necessità di possedere eccessive competenze tecnologiche, e nemmeno di fare investimenti economici ingenti. Gli algoritmi sono stati sviluppati in esclusiva dal team di Predixit in collaborazione con l’Università di Cagliari  e sono in grado di studiare le caratteristiche del visitatore, delineando in tempo reale un’offerta a sua immagine e somiglianza nel rispetto della privacy e dei dati sensibili.

La piattaforma identifica il dispositivo connesso, non la persona, storicizza gli specifici comportamenti in anonimato, non esce mai dal negozio virtuale e non vende i dati raccolti a terzi ma li usa esclusivamente quando il consumatore ritorna nello store.

L’algoritmo di Predixit – sottolinea Ruju – rende umana l’automazione del marketing, le aziende così riconoscono l’utente e gli parlano nei modi e nei tempi da lui stabiliti, pur non sapendone il nome. È come il trattamento che riceve il cliente abituale di un piccolo bar, il barista lo vede entrare e chiede “il solito?” ed il cliente annuisce con complicità. E, soprattutto, il barista non dovrà inseguirlo fuori dal locale per promuovere il suo caffè perche già sa che si rincontreranno la mattina dopo. Predixit non si comporta da stalker commerciale, al contrario delle diffuse soluzioni di smart advertising che suggeriscono ovunque sul web prodotti già visti altrove, magari persino acquistati, cadendo vittima di quel fenomeno di indifferenza alla pubblicità noto come banner blindness”.

Predixit è stata inserita nel percorso di accelerazione TIM WCAP. Programmata in inglese, portoghese e italiano, Predixit ha ricevuto un prestigioso riconoscimento da TechTour, la più grande comunità di investitori tech in Europa, per aver puntato sulla diffusione dell’intelligenza artificiale al servizio dei retailer.

 

 

 

 

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