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Mag 18, 2018

A Napoli un incontro storico: filosofi Vs. startupper

Un format di NAStartUp, pensato per fornire nuovi spunti agli imprenditori. E per riflettere su come costruire business di successo con un occhio di riguardo alla sostenibilità

Una terrazza sul golfo. Mente e braccio a confronto: ovvero chi pensa assieme a chi si dà da fare, o anche il vecchio e il nuovo. In una parola, Filosofi Vs. Startupper: è il format Versus appena lanciato da NAStartUp, la creatura di Antonio Prigiobbo, che a Napoli ha puntato sull’incrocio tra le competenze umanistiche, quelle incarnate per antonomasia dalla filosofia, con le pulsioni prettamente business di chi invece fa impresa. Il risultato è un confronto costruttivo, con una conclusione inaspettata: più che una contrapposizione, quella tra filosofi e imprenditori sembra proprio un’alleanza promettente.

La filosofia del business

L’idea sviluppata in quel di Palazzo Marigliano, sede della Fondazione Giambattista Vico (che, per chi non lo sapesse, era proprio un filosofo), è stata quella di una vera propria gara di dibattito tra le due “squadre” in gara. A capo dei filosofi il prof. Giuseppe Ferraro dell’Università Federico II: ma sono proprio le sue parole ad aprire le porte a una collaborazione più che una vera sfida tra i contendenti. “L’innovazione e la filosofia hanno molto in comune” ha detto l’accademico, sottolineando come in entrambi i casi lo scopo finale delle discipline sia comprendere i bisogni dell’uomo e proporre soluzioni capaci di migliorare la sua esistenza.

Subito la sponda di Fabio Guida, CEO di Followine: la sua startup si occupa di blockchain applicata alla tracciabilità del vino. Blockchain che, per vocazione tecnica e tecnologica, è una moderna soluzione ideata per condividere la conoscenza. Blockchain distribuisce informazioni a una vasta platea, informa tutti i membri della catena di tutto quanto accade: di fatto diffonde sapere, come fanno da sempre nelle aule i filosofi e gli insegnanti.

La palla è passata poi a Davide Maranta, filosofo, e Giancarlo Donadio di Pandant: con un rimando all’etica universale kantiana del primo, e uno al pragmatismo del secondo, da entrambe le parti pare emergere un sentire comune. Ovvero che la filosofia possa fornire a tutti, imprenditori compresi, gli strumenti indispensabili a decodificare la realtà e mettere in campo soluzioni utili a fare passi avanti significativi.

Il business etico

Quel che davvero ha svolto un ruolo significativo nel dibattito, però, è stata la discussione sull’etica del lavoro, dell’impresa, e le motivazioni che spingono l’essere umano verso il miglioramento di sé stesso. L’imprenditore Gianluigi Visco Marigliano ha puntato proprio su quest’ultimo aspetto: l’innovazione, rappresentata in una sorta di sineddoche dalle startup, serve appunto a vincere le ritrosie dell’uomo nel abbandonare i confort e gli agi dello status quo per imbarcarsi in un viaggio verso il futuro.

La chiosa ideale, però, è arrivata da Gianluca Manca: CEO di Interwine e allo stesso tempo laureato in filosofia, ha riunito in un colpo solo le due anime del confronto. “La filosofia ti insegna l’importanza di avere un impatto sulla realtà – ha detto – e un’azienda quando segue principi etici è una delle strade migliori per farlo”.

E così, ha concluso Luigi Maria Pepe direttore della Fondazione Vico, “Filosofi e startup hanno dimostrato di formare un’unica grande squadra”. Sì perché, ha affermato, “Dietro ogni startup c’è un grande pensiero che diventa poi business, mentre i filosofi hanno dimostrato di non essere secondi agli startupper nel campo della creatività”.

 

Il primo Versus così si è concluso. NAStartUp però è già al lavoro sul prossimo appuntamento.

Le foto a corredo dell’articolo sono di Stefano Renna

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