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Mar 19, 2018

Solcare i mari a noleggio, i numeri della nautica in sharing economy

Intervista al country manager di Nautal, Andrea Gabrielli. Che illustra a StartupItalia! le strategie del gruppo per conquistare il mercato del Mediterraneo dei natanti in affitto

Il 2018 sarà un anno cruciale per la nautica: siamo usciti dalle secche della crisi, e i dati parlano di un deciso rilancio del settore in ogni sua parte. Come spesso capita in questi frangenti, è molto probabile assistere a un consolidamento del settore: è di poche settimane fa la notizia dell’acquisizione da parte di Nautal di Incrediblue, un’operazione che punta ad espandere l’offerta della compagine spagnola con il catalogo di yacht di lusso gestito dalla britannica.

 

L’operazione prevede una progressiva fusione tra le attività dei due player, fermo restando la sopravvivenza di entrambi i marchi: attraverso Incrediblue transitano e continueranno a transitare le offerte relative ai natanti di maggior valore, mentre da parte sua Nautal continua a puntare sul know-how acquisito in questi anni relativo al noleggio con e senza equipaggio sia nel bacino del Mediterraneo che in altri mercati come quello del Nord e Centro America.

 

Abbiamo chiesto ad Andrea Gabrielli, country manager di Nautal per l’Italia, di fare assieme il punto su questo mercato.

StartupItalia!: Qual è lo stato attuale del mercato della nautica di diporto? Il 2016 e il 2017 hanno segnato una crescita per i cantieri italiani, ma il grosso della nostra produzione finisce ancora all’estero.

Andrea Gabrielli: Una piccola precisazione. È vero che il grosso della produzione finisce all’estero, ma non bisogna dimenticare che il grosso della produzione italiana è rappresentato dalle eccellenze cantieristiche. Parliamo pertanto di yacht e megayacht di lusso e super lusso. Ovviamente questo genere di beni finisce per essere acquistato nei posti dove le combinazione di ricchezza, fisco e navigabilità è più vantaggiosa. Questo però non esclude il fatto che possano tornare nelle nostre acque e operare a pieno regime, anche come charter.

 

SI!: Ci sono comunque buone prospettive per il mercato italiano?

AG: Per quanto riguarda la nautica da diporto in generale, soprattutto quando parliamo di barche a motore, barche a vele e catamarani, il mercato italiano è uno dei più effervescenti del settore. Quando pensiamo alle prospettive future, bisogna sempre pensare che è un mercato ancora verde, tanto dal lato cliente come dal lato fornitore. La gente sta iniziando a capire che si tratta effettivamente di un mercato più accessibile di quello che si pensa. Dall’altro lato, gli armatori si stanno professionalizzando sempre di più offrendo servizi più specifici, efficaci ed apprezzati.

SI!: Il concetto di sharing-economy si sta allargando anche alla nautica di diporto: quali sono le prospettive in questo senso di piccola, media e grande stazza?

AG: Le prospettive sono ottime. Se parliamo di proporzioni, la “piccola” nautica da diporto è un mercato molto esteso e parecchio popolato. È praticamente impossibile non trovare un gommone o un motoscafo a noleggio in una qualsiasi località di mare. Nella peggiore delle ipotesi bisogna spostarsi di qualche chilometro per trovarlo.

 

Se parliamo di dimensioni “medie”, parliamo di barche a vela e yacht a motore fino a 17-20 metri: parliamo di barche che possono essere noleggiate sia in formula bareboat o crewed (con o senza skipper). Si tratta di un mercato in forte crescita. Grazie all’abbassamento dei prezzi grazie all’aumento dell’offerta, alla nascita del concetto del viaggiare slow, il turismo esperienziale e del viaggiare ecologico (se si parla di barche a vela), sempre più gente si avvicina al mondo della nautica.

 

Arrivando infine al mercato di fascia alta-altissima in realtà si tratta di un evergreen. La gente facoltosa ha da sempre optato per crociere e traversate lussuose a bordo di barche. Quello che sicuramente sta cambiando sono le modalità con cui arriva a prenotare. Anche loro (o chi per loro a seconda dei casi) iniziano a contattarci tramite Internet o tramite app.

 

SI!: Qual è la media (in termini economici) del noleggio che le nuove piattaforme registrano?

AG: Se parliamo di numeri, possiamo tranquillamente affermare che grazie alla nostra maniera di lavorare e alla nostra offerta, abbiamo visto triplicare il numero di prenotazioni e il fatturato che intermediamo ogni mese. Questo se parliamo di Italiani che scelgono di navigare in Italia o in paesi limitrofi. Se parliamo di performance di Nautal in generale, il numero è confermato anche nei nostri mercati più maturi come Germania, Francia e Spagna.

SI!: Quali sono i principali poli europei in cui si concentra il mercato del noleggio? In quali Nautal è presente e in quali si prepara a muoversi?

AG: In Europa Nautal è presente in maniera capillare, possiamo trovare la barca adatta a chiunque in qualsiasi Paese europeo. I posti in cui si noleggia di più sono ovviamente i più famosi. In testa a tutti troviamo sicuramente Baleari, Isole Eolie, Costa Smeralda, Favignana, Campania, Isola d’Elba, Croazia e Grecia. Se invece parliamo di posti più lontani, siamo già presenti in Centro America, ai Caraibi, Stati Uniti, Messico. La sfida è arrivare anche in Sud-Est Asiatico e Oceania.

 

SI!: Possibile pensare a un mercato digitale della nautica “integrato”? Oltre al noleggio del natante prevedere anche l’allargamento a verticali adiacenti come l’offerta di esperienze a terra o la partnership con altri tipi di offerte relative ad esempio al noleggio auto, scooter, bici?

AG: Ovviamente sì. Il mercato del turismo esperienziale è sicuramente il futuro. Basti vedere l’evoluzione dei vari AirBnB e TripAdvisor. Tuttavia, il mercato della nautica ha ancora molta strada da fare verso una professionalizzazione e digitalizzazione completa. La sfida di Nautal è proprio questa: rendere la Nautica accessibile e “semplice da usare”. Nel frattempo, grazie alla composizione del nostro team, siamo in grado di aiutare chiunque a reperire le informazioni necessarie per ottenere qualsiasi tipo di “amenity”. Qui in Nautal abbiamo passaporti di più di 10 nazioni, siamo quasi tutti trilingue, molti addirittura quadrilingue e abbiamo praticamente tutti esperienza con il mare.

 

SI!: Qual è la strategia adottata per personalizzare il servizio?

AG: Nel team siamo abituati a richiedere quante più informazioni è possibile ogni volta che un nuovo armatore inizia a lavorare con noi. È così ad esempio che quest’estate saremo capaci di espandere l’offerta in Salento, Gargano grandi laghi per clienti da tutta Europa. Cosa che al momento nessuno è in grado di fare con precisione e qualità di servizio tanto verso armatori quanto verso i clienti finali.

SI!: Con l’acquisizione di Incrediblue ora avete un’offerta piuttosto ampia su tutte le lunghezze dei natanti. Chi sono i vostri competitor, nel nuovo mercato e nel vecchio?

AG: Se parliamo di “vecchio” mercato, i nostri competitor hanno varie forme. Possono essere agenzie, portali locali, piccoli tour operator. Scelgo la parola “possono” perché in effetti è un po’ difficile arrivare al livello di know-how che siamo stati capaci di accumulare qui a Nautal. È praticamente impossibile trovare un boat advisor (così chiamiamo i nostri consulenti) che sia in grado di saltare da una rotta in Grecia a una alle Antille mentre ti parla delle performance delle barche che stai prendendo in considerazione, e mentre garantisce la qualità del prodotto finale. Abbiamo infatti un livello di fiducia nei confronti dei nostri armatori che abbiamo creato la garanzia Nautal. Siamo l’unica agenzia al mondo che prevede un piano di rimborsi nel caso in cui qualcosa non andasse con la barca che abbiamo trovato per il nostro cliente.

 

Parlando invece del mercato del lusso, anche qui abbiamo solo competitor indiretti. Esistono agenzie specializzate, broker e mini-portali dedicati. La differenza qui a Nautal la fa il fatto che siamo la prima startup che gestisce un portale dedicato al mondo delle barche che fa parte della Mega Yacht Brokers Association. Siamo la prima impresa del nostro genere ad essere elevata a rango di broker con tutto ciò che ne deriva in termini di contatti, garanzie contrattuali e vastità di offerta in termini di imbarcazioni di super-lusso.

 

SI!: Quali sono le strategie che intendete adottare per l’estate 2018?

AG: Quest’estate quello che porterà Nautal al next-level sarà l’implementazione delle prenotazioni in tempo reale, la chat tra cliente e proprietario e il nostro Club del Buon Navigante che offrirà ricompense ai clienti più affidabili e ricorrenti.

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