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Gen 31, 2018

Il report di Accenture che racconta i trend della tecnologia per il 2018

Da un tecnologia più "reale" al complesso rapporto tra uomo e macchina. Uno studio compiuto da 1000 designer di Fjord si interroga sul cambiamento e su quali saranno le linee guida dell'innovazione nel prossimo futuro

Quali saranno i trend tecnologici del 2018? Cosa influenzerà maggiormente la nostra vita nell’anno che verrà? Ce lo chiediamo tutti almeno una volta nella giornata, anche senza rendercene conto. E a dare una risposta ci ha provato Accenture con il suo report Fjord Trends 2018 giunto alla sua undicesima edizione.

 

Uno studio complesso compiuto dai 1000 designer che operano in Fjord, all’interno di Accenture Interactive, e basato sulla loro diretta esperienza e osservazione di progetti innovativi in giro per il mondo. Il risultato sono 7 andamenti, o linee guida, attraverso cui leggere il presente, ma anche il futuro prossimo, dell’innovazione tecnologica e digitale.

La “tensione” del progresso

“Ogni trend individuato nasce da una tensione fondamentale: un cambiamento, uno scontro o un bivio”, spiega Ashley Benigno, responsabile Fjord in Italia. “Mondo digitale vs. mondo fisico, velocità vs. qualità, ma anche uomo vs. macchina: nel 2018 vincerà chi sarà in grado di gestire e interpretare al meglio questi dualismi”.

Il report Fjord Trends 2018 presentato da Ashley Benigno

I cambiamenti portati dal progresso, cui possiamo assistere giorno dopo giorno, stanno provocando nelle persone e nelle stesse aziende interesse e preoccupazione allo stesso tempo. Che si tratti di AI, automotive o blockchain, le tecologie emergenti modificano sempre più radicalmente esperienze fisiche e digitali della quotidianità. Così come le nostre aspettative di lavoratori, consumatori e cittadini.

I 7 trend di Fjord

  • Physical fights back, o il mondo fisico al contrattacco: dal supermercato senza casse di Amazon al Tao Café di Alibaba, il digitale sfonda la barriera immaginaria dello smartphone e invade lo spazio fisico trasformandosi in abilitatore di esperienze sensoriali. È la rivoluzione o2o (dall’online all’offline) di cui un’esigenza forte come il “tech for all”, la tecnologia sempre più presente anche al di là dei semplici device, si fa portatrice.
  • Computers have eyes, o i computer ci guardano: la relazione tra uomo e macchina è in continuo cambiamento, grazie ad AI e machine learning i computer oggi sanno interpretare le nostre parole, riconoscere i nostri volti e, presto, anche capire le nostre emozioni. Grandi potenzialità, ma anche dubbi etici che riguardano la nostra libertà personale. Basta pensare al sistema di riconoscimento dell’iPhoneX, all’app Arts&Culture di Google, o alla rete di videosorveglianza che la BBC ha messo alla prova nella città di Guiyang in Cina.

Un frame da documentario BBC "In Your Face: China’s all-seeing state"

  • Slaves to the algorithm, o guidare l’algoritmo: cambiano le modalità di relazione tra brand e consumatori con un impatto importante sulle nuove strategie di marketing. Ecco perché sta alle aziende il difficile compito di adattarsi e influezare l’algoritmo.
  • A machine’s search for meaning, o macchine alla ricerca di un ruolo: l’AI potrebbe soppiantare molti dei lavori cui oggi siamo abituati, perciò trovare un percorso di cooperazione con le macchine diventa fondamentale.
  • In transparency we trust, o in trasparenza veritas: in un mondo ormai popolato di fake news e dove la fiducia vacilla, la blockchain è uno strumento che potrebbe ricostruire su nuove basi il rapporto tra brand e consumatori.
  • The ethics economy, o l’economia dell’etica: non più solo brand ma gruppo di persone che condivide un insieme di valori, mentre utenti/clienti si rispecchiano in determinati concetti. Il concetto di azienda stesso è mutato e oggi non è più possibile evitare di prendere posizione su argomenti di carattere politico o sociale.
  • Design outside the lines, o disegnare fuori dalle righe: la velocità impatta sulla qualità ma anche sulla diversità dei prodotti disponibili e questo rischia di impoverire notevolmente il mercato. Al designer si richiede, allora, la capacità di apprendere continuamente e aggiornare le proprie competenze per creare prodotti e servizi digitali di valore.

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