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Gen 16, 2018

Il crowdfunding finanzia i beni comuni: 105 K ai vincitori del bando di Banca Etica

Sono sette i progetti di riqualificazione di immobili a scopo sociale ad essersi aggiudicati un contributo dell’istituto, dopo il successo delle loro campagne di raccolta fondi

L’atrio della stazione di Ivrea, una villa di Fano, una casa del centro di Catania confiscata alla mafia: sono alcuni degli immobili – gestiti da associazioni o cooperative – che saranno ristrutturati grazie ai fondi raccolti attraverso il bando di crowdfunding IMPATTO+ “Diamo forza ai beni comuni”, promosso da Banca Etica e dalla sua società di gestione del risparmio, Etica Sgr.

7 proposte hanno raccolto il 75% del finanziamento

Il bando era riservato a progetti che hanno per scopo la di riqualificazione di beni immobili a fini sociali, culturali e di tutela ambientale: le proposte selezionate da Banca Etica erano state dodici. Sette di esse sono riuscite a raccogliere con il crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal basso il 75 per cento del finanziamento che chiedevano, e in questo modo potranno beneficiare del contributo di Etica Sgr, pari al 25 per cento rimanente: somme erogate da un fondo dedicato proprio al crowdfunding e alla microfinanza, costituito grazie alla scelta dei clienti di Etica Sgr di devolvere lo 0,1 per cento del proprio capitale al sostegno di iniziative di innovazione sociale.

 

Nel complesso, i dodici progetti hanno raccolto 105 mila euro di finanziamenti, mentre i contributi di Etica Sgr ammonteranno a 25 mila euro. Ma che scopo hanno, in dettaglio, le iniziative vincenti?

 

  1. Il giardino di Scidà

Lanciato dalla rivista I siciliani giovani, il progetto prevede di ristrutturare una bellissima casa con giardino del centro di Catania, confiscata a un membro di Cosa nostra, per farla diventare una “casa della memoria” dedicata a chi ha combattuto la Mafia: come Giuseppe Fava, fondatore della rivista I siciliani ucciso nel 1984, e Giambattista Scidà, a lungo presidente del Tribunale dei minori di Catania, a cui l’edificio è intitolato.

 

  1. In stazione

È un’iniziativa promossa da Legambiente Campania, che intende trasformare i locali della stazione di Pontecagnano, in provincia di Salerno, in un centro di innovazione culturale in cui promuovere lo sviluppo ecosostenibile del territorio: lo scopo è restituire alla fruizione sia dei cittadini che dei turisti un luogo oggi degradato, facendolo diventare un bene comune in cui organizzare anche iniziative culturali per i più giovani e valorizzare il patrimonio naturalistico dell’area.

 

  1. Civico Trame

È anch’esso un luogo di promozione e formazione culturale: un ex centro anziani oggi gestito dall’associazione antiracket Lamezia onlus. Con la somma raccolta attraverso il crowdfunding, sarà possibile completare la ristrutturazione dell’immobile, per farlo diventare a tutti gli effetti, un “community hub” in grado di costruire nuove relazioni, partendo da un quartiere periferico della città di Lamezia Terme.

 

  1. Bosco del tempo

Si tratta di un progetto lanciato dall’associazione Comuni Virtuosi, che dal 2015 organizza a Colorno (Parma) il Festival della Lentezza: lo scopo è piantare un frutteto in un’area verde messa a disposizione dal Comune di Colorno, vicino a una scuola materna, che tra qualche anno potrà utilizzare i frutti raccolti nel servizio mensa e promuovere percorsi di educazione ambientale sul campo.

 

  1. Illumina lo Zac!

Con i fondi raccolti, la cooperativa di Ivrea ZAC! Zone Attive di Cittadinanza onlus rifarà l’illuminazione e alcuni allestimenti dello spazio Movicentro: l’ex atrio della stazione della città piemontese, gestito dall’associazione a partire dal 2014 e trasformato in un luogo di aggregazione culturale, con spazi dedicati allo studio, alle rappresentazioni teatrali e ai concerti, e ai laboratori pratici.

 

  1. Giovani in Corsa

È un progetto della cooperativa GenerAzioni, costituita due anni fa da sei ragazzi con meno di trent’anni. L’associazione gestisce una villa del XVIII secolo, circondata da un bosco di quattro ettari, sulle colline alle spalle di Fano, in provincia di Pesaro Urbino. I fondi raccolti saranno spesi per la manutenzione degli alberi e degli arredi interni, per rendere il posto sempre più accogliente per gruppi, comitive e residenti.

 

  1. Centro di riuso

Lo scopo dell’iniziativa, lanciata dalla sezione di Firenze dell’associazione Mani Tese, è potenziare il centro del Riuso solidale, uno spazio – gestito da volontari – dove i cittadini possono portare oggetti (libri, vestiti, casalinghi, mobile, etc.) a cui non sono più interessati ma ancora in buono stato, con la formula del “conto-donazione”: essi rimangono cioè di proprietà del cittadino fino a quando vengono ceduti, e il ricavato resta all’associazione che lo utilizza per finanziare progetti umanitari nazionali e internazionali.

 

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