Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Gen 17, 2018

Il termometro “connesso” trasforma l’influenza in Big Data

Il progetto di un'azienda negli States: utilizzare le misurazioni via smartphone per fornire informazioni sempre aggiornate sui trend influenzali. In passato ci aveva provato anche Google, ma senza successo

Basta un termometro “intelligente”, una piattaforma per raccogliere dati e un algoritmo che metta il tutto in forma grafica ed ecco che si può sapere in tempo reale quando l’influenza stagionale raggiunge il suo picco e quali sono le località più colpite.

Ad avviare il progetto è stata una società americana, la Kinsa, che ora si sta confrontando direttamente con un gigante governativo come l’agenzia nazionale CDC (Center for Disease Control and Prevention).

Kinsa e CDC a confronto

I termometri prodotti dalla Kinsa caricano via smartphone le temperature corporee misurate sul proprio sito web tenendo quindi una traccia costantemente aggiornata del trend influenzale. Se viene rilevata la febbre, inoltre, l’app si informa su eventuali altri sintomi e offre consigli medici di base.

È un sistema completamente diverso di raccolta e trattamento dei dati che, stando ai risultati attuali, offre risposte più rapide e maggiormente dettagliate a livello geografico sul tema influenza rispetto a quelle che possono essere fornite dalle normali autorità sanitarie.

I dati su cui basa le proprie previsioni il CDC provengono da ospedali e cliniche che riportano quanti casi sono stati trattati. Con un metodo simile si possono verificare e imprecisioni statistiche. Non sempre l’ospedale cui ci si rivolge, infatti, è quello più vicino a dove si abita. Kinsa, al contrario, è in grado quasi istantaneamente di individuare i picchi di febbre nelle varie zone. E conta, oggi, su più di 500mila famiglie che possiedono un termometro intelligente (orale o auricolare), collegato allo smartphone. Per un totale di circa 25mila letture al giorno.

Anche se, precisa l’articolo del New York Times, l’azienda non può misurare il numero dei ricoveri. E nemmeno quali ceppi di influenza stiano circolando, o distinguere corretamente l’influenza da altre malattie febbrili.

L’esperienza Google Flu Trends

La tecnologia Kinsa è stata approvata nel 2014 dalla Food and Drug Administration e l’azienda negli anni successivi ha raccolto dati sulle stagioni influenzali. L’obiettivo è ora giungere alla pubblicazione di uno studio esterni che confermi l’accuratezza delle misurazioni e dei dati.

Per quanto innovativa, però, quella di Kinsa non è la prima iniziativa in tal senso. La stessa Google si era riproposta di utilizzare le ricerche effettuate sul web per fare misurazioni predittive sui picchi influenzali. Ma il progetto Google Flu Trends, lanciato nel 2008, è stato affossato definitivamente tre anni fa dai ripetuti errori di valutazione. Le basi di Kinsa sono più solide, ma solo il futuro e i prossimi picchi influenzali potranno dire quanto sono affidabili le loro misurazioni.

Intanto, i produttori di farmaci, disinfettanti e persino succo d’arancia sembrano apprezzare. Secondo il fondatore Inder Singh, gli acquisti di pubblicità sull’app sono in continuo aumento.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter