PNI 2017, chi sono e che fanno i ragazzi di Ocore. Che sognano la barca a vela stampata in 3D

Il progetto di Daniele Cevola, Francesco Belvisi e Mariga Perlongo ha vinto la 15^ edizione della competizione. Ecco le loro sfide

La prima barca a vela da competizione resistente, performante e stampata in 3D: è questa la sfida di impresa della startup siciliana Ocore, che la scorsa settimana a Napoli ha vinto la 15^ edizione del Premio Nazionale Innovazione, business plan competition tra progetti d’impresa provenienti dalla ricerca accademica, promossa dall’Associazione Italiana degli Incubatori Universitari – PNICube e organizzata quest’anno in collaborazione con l’Università degli Studi Federico II di Napoli. Al progetto di Palermo sono andati i 25 mila euro del premio della categoria Industrial e i 25 mila euro del premio dei premi conferiti da FS Italiane, main partner dell’iniziativa.

Nuove tecnologie di stampa 3D

Nel team di Ocore: Daniele Cevola, Francesco Belvisi e Mariga Perlongo, due ingegneri e un architetto navale, che, osservando la natura, hanno sviluppato una nuova tecnologia di stampa robotica 3D che consente di ottenere strutture di grandi dimensioni allo stesso tempo leggere e dalle grandi prestazioni.

Algoritmo ispirato ai frattali

Daniele, Francesco e Mariga hanno sviluppato e brevettato una nuova strategia di deposizione del materiale che sfruttando un algoritmo ispirato ai frattali e utilizzando polimeri avanzati rinforzati con fibre di carbonio permette di realizzare strutture ad altissime prestazioni, più forti, più durevoli e allo stesso tempo più leggere. Da tavole da surf a strutture di grandi yacht interamente costruite attraverso il primo robot di stampa 3D ad alte prestazioni, senza modelli e stampi, superando i problemi della stampa 3D tradizionale. La nautica è stato il settore scelto per mettersi alla prova e vincere la sfida ma le applicazioni sono innumerevoli in tutti quei settori che richiedono il massimo di prestazioni e leggerezza.