Redazione

Redazione

Nov 20, 2017

Hotblacks Robotics con Olivetti ha creato un kit robotico per bambini

Grazie al programma di accelerazione di TIM #Wcap la startup sta portando avanti alcuni progetti. Gabriele Ermacora: "Fare Open Innovation è fondamentale per le aziende. D'altra parte siamo noi il futuro dell'Italia"

Hotblacks Robotics, è una startup torinese fondata da Ludovico Russo e Gabriele Ermacora nel 2015 che si occupa di sviluppare applicazioni robotiche mobili. E’ stata accelerata in TIM #Wcap e ora prosegue il suo percorso nel gruppo TIM grazie alla partnership con Olivetti, marchio storico dell’industria italiana, oggi solution provider per l’automazione di processi e attività aziendali.

O|Robot 101: per avvicinare i ragazzi alla programmazione

Con O|Robot 101, Olivetti e HotBlack Robotics hanno messo a punto un kit robotico destinato agli studenti dai 7 ai 18 anni per realizzare e programmare robot in modo semplice e immediato. La soluzione è stata integrata nell’offerta commerciale Olivetti destinata alle scuole e lanciata sul mercato. O|Robot 101 è stato inoltre presentato alla Maker Faire di New York il 23 e 24 settembre, e a Didacta, la più importante fiera dedicata al mondo della scuola (ne avevamo parlato qui).

Quattro domande per comprendere meglio il progetto

Abbiamo chiesto a Gabriele Ermacora di raccontarci qualcosa di più sul progetto

Di che cosa si occupa la tua startup?

HotBlack Robotics vuole democratizzare, ovvero rendere accessibile a tutti, la robotica tramite le tecnologie abilitanti del cloud computing e IoT: creando così la cloud robotics. La piattaforma di cloud robotics vede come valore centrale la crescente community di robot developers che crea, condivide e gestisce progetti di robotica in cloud (software e hardware). Attualmente la community è focalizzata nel settore education con una partnership con Olivetti per la vendita dei kit robotici in tutta Italia. Inoltre abbiamo collaborato anche nel progetto e.DO di Comau su tematiche più o meno simili e che troviamo molto affascinanti.

Perché avete deciso di puntare sulla vostra idea? Raccontateci la storia della vostra startup e del vostro team

Ludovico e io nasciamo nei laboratori di ricerca Joint Open Lab (JOL) di TIM all’interno del Politecnico di Torino come dottorandi. Mission dei JOL era anche quella di creare startup innovative. La cosa insolita è come è accaduto il tutto. Io ero in Austria a finire il dottorato e non nascondo che all’epoca sarei emigrato molto volentieri! Tra l’altro in Austria vivevo praticamente come un Erasmus, avevo una band con cui facevo concerti in giro per l’Europa, tanti amici, una nazione nuova da esplorare… insomma diciamo che avevo altro per la testa! Poi un po’ per sbaglio abbiamo applicato a TIM #Wcap. Nessuno aveva veramente idea di cosa sarebbe accaduto da li a poco e quando ricevemmo l’e-mail che eravamo stati selezionati per il programma di accelerazione scoppiò un vero e proprio casino.

Abbiamo fatto application a TIM #Wcap quasi per caso

Poi magicamente, proprio come succede nei film, per me all’improvviso tutto diventò chiarissimo. Era il momento in cui decisi che sarei diventato imprenditore. Feci di HotBlack Robotics la mia nuova missione di vita e iniziai a viaggiare sui treni tra Torino e Graz (Austria) ogni 3 giorni, fissare call con investitori, imparare a fare business plan, studiare il prodotto e il mercato. Avevo preso la cosa con molta serietà e ogni tanto la cosa sfociava in ossessione e i miei amici pensavano fossi completamente impazzito.

Come ti vedi tra 5 anni?

Questa è la domanda che ci hanno fatto i nostri Business Angel di 42accelerators quando ci hanno selezionato. Quindi ti rispondo con le stesse parole di allora. Non lo so, e non mi interessa. Sarò probabilmente lo stesso nerd di oggi ossessionato per creare startup e innovazione. La cosa importante è invece che tra 5 anni Hotblack sia diventata un’azienda e si vedano i primi esempi di robotica di servizio nella nostra vita quotidiana. Ecco questa è una visione che mi interessa nei prossimi 5 anni.

Quali vantaggi e opportunità ti ha dato la partnership con il gruppo TIM?

Beh tantissimi ovviamente. Come vi ho raccontato prima,  TIM ci ha supportato prima come PhD poi ci ha dato i primi soldi per avviare la startup oltre che l’importantissimo network di contatti. Marco Gaspardone è tutt’ora per me uno delle persone più importanti che ci ha aiutato in tutto e per tutto. E continua a farlo! Grazie a lui ed il network di contatti ad esempio la partnership con Olivetti non credo sarebbe stata possibile.

Perché ritieni che sia importante che le grandi aziende si aprano alle startup?

Le startup non sono piccole aziende. Steve Blank definisce le startup come “organizzazioni temporanee in cerca di un modello di business”. Quindi le startup non ragionano con le dinamiche delle grandi aziende ma sono effettivamente il motore dell’innovazione di questo paese perché creano nuovi modelli di business e di conseguenza innovazione.

Le startup sono il motore dell'innovazione del questo Paese

Le grandi aziende hanno bisogno di innovazione altrimenti ovviamente sono spacciate. Io credo moltissimo nell’open innovation e credo che le grandi aziende dovrebbero però investirci molto. Non deve essere solo un’operazione di brand reputation ma produrre davvero innovazione per il nostro tessuto economico. In fondo non c’è una vera e propria alternativa o le aziende investono in open innovation davvero oppure tutto sarà sempre peggio e le startup italiane andranno all’estero a portare innovazione altrove. E’ vero che siamo giovani e inesperti, spesso disorganizzati e sognatori ma rimaniamo comunque l’unico futuro di questo paese.