Enrico Verga

Enrico Verga

Nov 15, 2017

Futureland, uno sguardo al futuro dalla terrazza del Talent Garden

Fabio Sferruzzi (TAG): "L’uomo e la sua capacità di crescere e imparare non ha limiti". AI, realtà virtuale e robotica in mostra a Milano

Il futuro è un territorio inesplorato, dice il capitano James T. Kirk. Ma se è vero che il futuro è ancora tutto da scoprire, vi sono alcune tecnologie che sono già oggi disponibili. Intelligenza artificiale, realtà aumentata, realtà virtuale e robotica sono già oggi una realtà industriale consolidata: resta la grande sfida di renderle popolari, diffonderle e trasformarle in un business concreto per imprese di ogni dimensione.

L’era di Internet

Nell’era della rete onnipresente, le aziende hanno accesso in ogni minuto a una miriade di informazione il più possibile variegate (e il pubblico ha accesso all’azienda: ma questa è un’altra storia). Tuttavia la Rete è immensa, e per cercare ciò che si vuole si impiega tempo prezioso.

 

L’approccio di Futureland mira, in un ottica di condivisione intelligente, a essere una piattaforma neutrale dove le singole aziende, i fondi di investimento, i centri di ricerca possono ritrovarsi e discutere le tecnologie già disponibili nei singoli settori. “Questa è la prima edizione – spiega Fabio Sferruzzi, direttore di Talent Garden per questo evento – un evento che in due giorni punta a creare momenti di aggregazione e scambio di esperienze, oltre che di tecnologie”.

 

In altre parole, Talent Garden attraverso Futureland vuole consentire ai soggetti potenzialmente interessati, ovvero le aziende, di toccare quanto altre aziende come loro, e tante startup, stanno sviluppando nei settori più avanzati della tecnologia. Un bagno di innovazione che mira a far comprendere come le già citate AI e realtà virtuale non siano una prospettiva futuribile, bensì una concreta possibilità di investimento, innovazione e sviluppo per moltissimi mercati.

Dal globale al locale, la sfida Futureland

“Come piattaforma dobbiamo cercare di portare contenuti e spunti di riflessione da ogni parte del globo – prosegue Sferruzzi nella sua chiacchierata con StartupItalia! – Poniamo al centro dell’intera esperienza l’uomo, come motore del cambiamento. Un cambiamento che deve passare da una crescita e uno sviluppo della natura umana che passa, anche, attraverso l’integrazione di tecnologie innovative nel percorso di sviluppo produttivo ed economico delle aziende”.

 

Un tema che permea l’intera prima edizione di questa iniziativa TAG è senza dubbio l’internazionalità: gli speaker che si sono avvicendati sul palco provengono da tutto il mondo, con l’obiettivo di offrire un punto di vista privilegiato sullo stato dell’arte dei diversi settori. “Abbiamo cercato di mappare tutte le realtà più rappresentative dei 4 settori che abbiamo scelto – ci spiega Sferruzzi – Ovviamente immaginiamo vi siano altre realtà che ci sono sfuggite, in aggiunta a quelle che non potevano partecipare (come speaker). Tuttavia abbiamo speaker provenienti da differenti culture e nazioni: da Israele alla Germania, dalla Cina all’America”.

Come piattaforma dobbiamo cercare di portare contenuti e spunti di riflessione da ogni parte del globo. Poniamo al centro dell’intera esperienza l’uomo, come motore del cambiamento.

Fabio Sferruzzi, Talent Garden

“Siamo una piattaforma e diffondiamo contenuti. Siamo positivisti e non sta a noi dibattere di temi proiettati in un futuro lontano. Quello è lavoro per i futurologi, le think tank, gli analisti. Il nostro scopo – prosegue Sferruzzi – come si evince da questa due giorni di innovazione è spiegare ai nostri ospiti che una serie di tecnologie sono disponibili ora, qui, e possono aiutare la crescita economica delle aziende. Penso specialmente alle PMI che hanno margini più ridotti e devono operare in un contesto molto dinamico e sfidante”.

Innovazione a portata di PMI

Quello che è importante mettere in chiaro, subito, è che queste nuove tecnologie non sono soltanto pronte per l’impiego commerciale: c’è anche da renderle familiari a chi le osserva con un certo distacco, quasi con timore. C’è da sfatare, insomma, il mito dell’uomo contrapposto alle macchine. Anzi, ci sono opportunità da cogliere che aumentano la competitività a livello globale: un richiamo importante per le aziende del Belpaese.

 

“C’è un grandissimo desiderio di integrare tecnologia, a mio avviso, ma non c’è capacità di farlo. Non si tratta solo di un fatto di disponibilità di budget o persone. Non esiste una corretta cultura dell’innovazione – spiega Sferruzzi a StartupItalia! – Se, poniamo, esiste un intera fabbrica dove gli operai fanno viti tutti i giorni, la sfida è comprendere chi possono essere i partner affidabili per sviluppare un percorso di innovazione. Parimenti alla volontà di innovare è necessario che si affianchi la possibilità di farlo. Deve esistere e diffondersi una cultura dell’innovazione”.

Innovazione che va vista sempre e comunque come un’opportunità, non un fattore negativo per la società: “Se oggi un operaio lavora, come dicevo prima, a produrre viti, domani grazie all’innovazione tecnologica potrà programmare o coordinare le macchine che produrranno le viti. A mio avviso le macchine sono entità finite, hanno limiti oggettivi – è il credo di Sferruzzi, che si riflette nel modo in cui è stato pensato Futureland – L’uomo e la sua capacita di crescere e imparare, invece, non ha limiti”.