Che cos’è il TusPark e perché l’accordo con H-Farm è una vera autostrada per la Cina

Intesa fra l'acceleratore di Riccardo Donadon e il colosso dell’innovazione. Obiettivo? Sviluppo di programmi di accelerazione, formazione e scambio in Italia e in Cina

Il 19 ottobre H-Farm ha stretto un accordo a Chongqing con la società cinese TusPark (che sta per Tsinghua University Science Park) attiva nella realizzazione di parchi scientifici, in grado di ospitare startup provenienti da tutto il mondo. L’intesa ha l’obiettivo è di avviare un rapporto di collaborazione per favorire la promozione e lo sviluppo dell’innovazione tecnologica, attraverso la creazione di programmi di accelerazione, formazione e scambio in Italia e in Cina. Alla stipula dell’accordo hanno partecipato AN Hongping, vicepresidente di Tus-Holdings oltre ai vertici di TusPark e, in veste istituzionale il Vice-Console d’Italia Davide Castellani e l’Addetto Scientifico Lorenzo Gonzo a Chongqing. A Chongqing erano presenti anche le sette startup del Marco Polo Accelerator Program (iniziativa di H-Farm pensata per il mercato cinese), che hanno presentato le loro soluzioni ad un pubblico composto da oltre un centinaio di investitori, compresi gli esponenti di Tus-Holdings. Del peso dell’accordo, di TusPark e del mercato cinese abbiamo parlato con Marco Labozzetta, responsabile proprio del Marco Polo Accelerator.

Il gigante che può sostenere mille aziende

Già ma cos’è esattamente TusPark? E’ un complesso di tredici edifici per circa 100 mila metri quadrati, inaugurato lo scorso mese a Chongqing: finalità? Supportare aziende (e startup) offrendo loro sostegno high-tech, R&D, investimenti e servizi. Tus-Holdings, la società che lo ha realizzato (azionista di oltre 500 società quotate e non quotate, si legge sul sito), è proprietà di Tsinghua, l’Università di Pechino. «La più grande università al mondo – spiega Marco Labozzetta – un campus gigantesco, in cui ci si muove con veicoli elettrici su distanze chilometriche». Oltre a Chongqing, Tus ha realizzato parchi scientifici in tutto il mondo: in più di 50 città e regioni tra cui Hong Kong, Stati Uniti, Corea del Sud e Russia, Pakistan. In Cina può contare su una rete di 200 acceleratori. Il TusPark di Pechino (inaugurato nel 1998), fa sapere la holding,  è “attualmente il più grande parco scientifico universitario universitario al mondo, con un edificio di 770.000 metri quadrati e più di 1.500 imprese”.

Qui Chongqing

Dunque Chongqing, 8 milioni di abitanti, Cina centro-meridionale, circa 1 milione e mezzo di chilometri distante da Pechino. «Tus-Holdings  – spiega Labozzetta – è una delle maggiori società cinesi che si occupa di fare innovazione, a 360 gradi però. Il modello? Si avvicina al nostro H-Campus». Tus-Holdings funziona così. «Ha una serie di aziende che si occupano di accelerazione, formazione». TusPark è la divisione che si occupa di «innovazione e della realizzazione di parchi tecnologici. Veri e propri quartieri». E Chongqing? «E’ il nuovo cuore pulsante della Cina per quanto riguarda innovazione e nuove opportunità legate al digitale. Non manufatturiera, perché per quello c’è il distretto di Shenzhen». Labozzetta ci spiega anche che proprio Chongqing «sarà la città che unirà la Cina all’Europa». In che modo? Attraverso uno snodo ferroviario «tra Mosca e Pechino. Ecco questa nuova Via della Seta passerà per Chongqing».

Automotive, ma non solo

Condizioni queste che hanno fatto di Chongqing un polo di attrazione per l’automotive, l’innovazione che tocca da vicino i sistemi di guida, le automobili, il combustibile per il movimento. «La produzione della componentistica automotive è prevalente. Molte case automobilistiche hanno deciso di investire nella zona. Ad esempio il cruscotto della Tesla viene prodotto a Chongqing e assemblato in California. Certo, non c’è solo l’automotive, ma fa da traino». Ora, TusPark «ha anche l’obiettivo anche di riportare in Cina i talenti che sono emigrati all’estero e per questo ha ottenuto una serie di agevolazioni dal Governo. Ecco, spazi come questo possono essere funzionali anche per aziende estere. Come le nostre». E il Made in Italy «ha un grandissimo appeal in Cina».

E le startup?

Sull’autostrada per Chongqing passeranno anche le startup. Nello specifico anche i progetti innovativi selezionati da H-Farm. «L’accordo è la premessa per future negoziazioni, che possono comprendere anche scambi di startup interessate ai reciproci mercati».