Luca Annunziata

Luca Annunziata

Ott 26, 2017

SMAU Milano, le opportunità per l’ecosistema startup

Si è aperta l'era della open innovation. Grandi e piccoli assieme possono costruire il futuro dell'industria made in Italy

Si respira un’aria diversa a Fieramilanocity: la 54sima edizione di SMAU vede l’una accanto all’altra aziende grandi e piccole, divise solo da un pannello ma che condividono già gli obiettivi da perseguire. Le distanze tra l’azienda tradizionale e la startup si vanno facendo più brevi: l’una ha bisogno dell’altra, l’una completa l’altra. Le idee fluiscono e devono continuare a fluire sempre più rapidamente tra tutti i soggetti coinvolti in un determinato mercato: le occasioni come la fiera milanese sono utili per conoscersi, e per avviare questo tipo di processi di collaborazione.

Questione di Open Innovation

Il contesto in cui si muove l’industria italiana gode di cattiva fama, ma non è un contesto realmente negativo: come ricorda Maurizio Riva, country manager Intel in Italia, l’Italia è al secondo posto in Europa per quanto attiene l’efficienza degli investimenti effettuati in PMI e startup. Allo stesso tempo, dal suo punto di vista privilegiato di manager di una multinazionale che viaggia all’estero, il digital divide che pure da noi esiste non è così diverso da quanto verifica altrove: “All’Italia non manca la conoscenza, o le competenze: quello che manca semmai è la capacità di interagire, di lavorare in gruppo e sviluppare assieme soluzioni di alto livello”.

Il successo, secondo Riva, è sempre frutto della collaborazione tra persone e tra aziende: ed è evidente che si stia parlando sempre più, a tutti i livelli, di open innovation come chiave di volta per la crescita e l’innovazione. Sulla stessa linea c’è anche Michele Dalmazzoni, che per Cisco Italia è responsabile dei programmi di collaboration e industria 4.0: “Pensando alle dinamiche dell’innovazione, nel settore dell’industria ancor più che in altri è fondamentale adottare un approccio di ecosistema, in cui sono coinvolti soggetti con competenze anche molto specifiche. Il risultato è dato dalla capacità di abbracciare pienamente questa scelta di co-innovazione”.

Quello che manca semmai è la capacità di interagire, di lavorare in gruppo e sviluppare assieme soluzioni di alto livello

Maurizio Riva, Intel Italia

Quello che conta sono le idee: Dalmazzoni sottolinea come molto spesso le idee più interessanti, quelle capaci di fare la differenza in una competizione globale, arrivano proprio dalle startup. “Un aspetto interessante che apre molte opportunità per loro – prosegue Dalmazzoni – Si sta diffondendo la consapevolezza che l’innovazione industriale può andare ben oltre l’innovazione dei processi produttivi, in un’ottica di impresa 4.0”

Come cambia il mercato

Un mercato in evoluzione significa anche misurarsi con una domanda che cambia e che impone di rispondere con un offerta differente: lo fa ad esempio Register.it, che a SMAU ha portato nuovi pacchetti personalizzati pensati per clienti diversi (sviluppatori, web agency, un reparto IT di una PMI). Così come TIM con il suo OPEN API Store e le offerte Olivetti Smart Factory 4.0 per la IoT si rivolge al pubblico delle aziende grandi e piccole che hanno bisogno di introdurre nel proprio flusso di lavoro nuovi elementi tecnologici.

Si sta diffondendo la consapevolezza che l'innovazione industriale può andare ben oltre l’innovazione dei processi produttivi, in un’ottica di impresa 4.0

Michele Dalmazzoni, CISCO Italia

L’offerta TIM, poi, si allarga all’universo TIM #WCap: dal 2009 ha raccolto 9.000 progetti e supportato 300 startup, che consentono di allargare l’offerta di soluzione tecniche e tecnologiche per le imprese. L’esempio di Spidwit è calzante: un tool di gestione dei contenuti che permette anche alle PMI di sfruttare il canale social per la propria comunicazione, con tanto di sistemi intelligenti di selezione dei contenuti, dei media, di suggerimenti per programmare il posting sui diversi canali agli orari e nella forma migliore per massimizzarne l’impatto.

Poi ci sono soluzioni pensate per la sicurezza. Come Sofia, che con i suoi Sofia Locks ha elaborato un sistema che sfrutta la cloud per verificare chi accede alle strutture aziendali: la chiave per accedere può essere anche uno smartphone, attraverso il cellulare si possono inviare autorizzazioni d’accesso e gestire le autorizzazioni di entrata per i dipendenti e gli ospiti. Per il rispetto della GDPR, uno spauracchio soprattutto per le PMI che temono l’impatto economico dell’adeguamento alla nuova normativa sulla privacy, c’è invece Swascan: anche in questo caso un tool che si appoggia alla nuvola, e che consente di gestire a livello aziendale la security governance e la security management (oltre alle questioni di compliance già citate).

A SMAU, poi, sono state anche scelte le tre startup vincitrici del Premio Lamarck. Il primo posto se l’è aggiudicato la campana Immensive, specializzata nella creazione di contenuti VR per conto di imprese: real estate, medicale, arte, training: sono moltissimi i campi di applicazione di questo tipo di tecnologia. Secondo e terzo posto sono andati alle soluzioni IoT 4.0 agritech di Cynomys, mentre la siciliana SmartME.Io si è piazzata al terzo posto con i suoi sensori per le smart city.

Un campo ricco di innovazione, e di potenziale per la nascita e la crescita delle startup, è senza dubbio l’automotive: la creazione e lo sviluppo di nuovi sensori stanno rendendo possibile la guida automatica dei veicoli, sempre di più dei veri e propri datacenter su ruote che migliorano e miglioreranno la sicurezza in strada. Ma restano da risolvere alcuni problemi di base: per esempio quello del parcheggio, gestito da Intercomp con Smart Parking Systems, ovvero una combinazione di sensori interrati, software e un’app per il guidatore che semplifica l’operazione di ricerca e pagamento della sosta. O ancora Fleetmatica, un supporto per l’introduzione dei veicoli elettrici nelle flotte aziendali.

Se poi si vuole sognare, però, c’è sempre Bermat: la startup trentina permetterà di costruire la propria supercar su misura, scegliendo motore, telaio, materiali, carrozzeria e finiture. Un’auto sportiva personalizzata sui gusti e lo stile guida del proprietario, grazie a un telaio unico totalmente modulare che permette tra l’altro di scegliere se tenere il motore davanti o dietro l’abitacolo, così come optare per una motorizzazione endotermica o ibrida.