Le startup b2b in dialogo con il tessuto manifatturiero italiano. L’innovazione secondo Gellify

In programma per il 25 e il 26 ottobre a Milano l'evento Explore con il quale la piattaforma, in partnership con Accenture, vuole mettere in contatto le aziende nascenti con l'industria italiana sui temi della digital transformation e dell'open innovation

Gelificazione. È a questa parola che i founder della neonata piattaforma di innovazione b2b Gellify hanno deciso di ispirarsi per descrivere il loro obiettivo principale: «In un paragone con la materia, possiamo dire che le startup nella fase iniziale sono solo aria. Diventano liquide quando cominciano a sviluppare un prototipo. Ma per passare allo stato solido hanno bisogno di un supporto che noi ci impegniamo ad offrire», spiega a StartupItalia! Andrea Landini, managing partner di Gellify. A questo scopo il 25 e il 26 ottobre al 10 Watt di Milano ci sarà Explore, il primo evento della piattaforma organizzato in collaborazione con il partner Accenture a sostegno delle startup b2b.

Il programma di Explore

Un programma denso di spunti e di speaker di rilievo per una due giorni che vedrà intervenire i principali attori dell’innovazione italiana e internazionale e che punta a mettere in comunicazione il mondo dell’innovazione che arriva dalle startup a quello dell’industria manifatturiera italiana. «Abbiamo in programma una serie di attività che rientrano nel nostro concetto di fare community. La prima è proprio Explore con la quale chiameremo i nostri partner per riflettere su quattro tracce tematiche: digital trasformation, design thinking&open innovation, design for impact e design delle opzioni», racconta Landini.

Più di 35 speaker italiani e internazionali

Tra gli speaker che interverrano anche molti nomi di rilievo anche a livello internazionale: «Carlo Ratti per esempio arriverà dagli Stati Uniti a parlare di Senseable City, ma ci saranno anche alcuni dirigenti di azienda importanti in Italia come Fabio Sergio, managing director di Fjord Design Italia, Fabio Vaccarono, amministratore delegato di Google Italia e Lucia Chierchia, open innovation director di Electrolux Group», aggiunge ancora Landini. E poi anche i rappresentanti di Accenture, Amadori e Ducati per un totale di più di 35 speaker che si alterneranno sul palco di Explore (qui il programma dettagliato). Ci sarà spazio anche per dei workshop nel corso dei quali si avrà la possibilità di lavorare oltre che di ascoltare e ci sarà l’occasione per alcune startup come Cyber Dyne, Wib e Sofia di dialogare con i manager di azienda. Nella serata del 25, tre startup del foodtech selezionate da Gellify e da Seed&Chips si potranno presentare durante la cena al ristorante Lume di Milano.

L’attenzione alle startup b2b

«Ciò che distingue un evento come Explore di Gellify dagli altri appuntamenti dedicati all’innovazione è l’obiettivo di privilegiare le startup b2b, realtà di cui spesso si parla poco. Non abbiamo nulla contro chi sviluppa progetti b2c, ma chi ha fondato Gellify come Fabio Nalucci ha avuto successo sui software b2b e ha deciso di utilizzare la sua esperienza in questo ambito». Il managing partner di Gellify ci tiene a sottolineare che l’evento è stato realizzato in poco tempo, cosa che ha dimostrato l’esistenza di una community e di un network attivi.

Parlare al Dna manifatturiero italiano

Landini e Gellify hanno le idee chiare su ciò che serve all’ecosistema dell’innovazione italiana per crescere: «Sappiamo molto di quello che succede in California. Sappiamo molto poco quello che accade in Emila Romagna o Lombardia, ad esempio. Le opportunità in Italia ci sono sia dal punto di vista dei capitali che dei progetti validi. L’unica condizione indispensabile per farli fiorire è confrontarsi con il tessuto manifatturiero italiano che è il Dna imprenditoriale del paese». In altre parole, nella missione di Gellify c’è l’intenzione di concentrarsi su ciò che serve davvero all’Italia: «Non dobbiamo rincorrere un hype, un modello di crescita o di valutazione che possono valere per altri contesti, diversi da quello italiano», conclude Landini. Quindi spazio alla manifattura digitale, all’industria 4.0, all’intelligenza artificiale per portare fondi e competenze in imprese capaci di rimanere e operare nel mercato nazionale.