Giancarlo Donadio

Giancarlo Donadio

Set 29, 2017

NaStartup, tre cose che abbiamo imparato sull’aliscafo delle startup a Ischia 4.0

Siamo saliti a bordo della nave degli startupper a Ischia 4.0, l'evento su turismo e innovazione di Alilauro e NaStartup

Il pitch si fa a bordo di un aliscafo diretto a Ischia. Tra un’onda e un’altra – per fortuna mare calmo – gli startupper incontrano i grossi player del turismo. L’obiettivo: far emergere nuovi strumenti e opportunità con l’uso dei big data, intelligenza artificiale e realtà virtuale. «L’Italia ha bisogno di un piano turistico simile a quello sviluppato per l’Industria 4.0, sfruttando le opportunità che la rivoluzione digitale potrebbe offrire al settore turistico», spiega Salvatore Lauro, presidente di Alilauro, e organizzatore dell’evento Ischia 4.0.

Startupitalia! è salita sull’aliscafo ospite del partner dell’iniziativa, NaStartup, la palestra delle startup campane, guidata da Antonio Prigiobbo:  «Ci sono “terreni da coltivare” e tante possibilità. Il turismo è un campo straordinario e Ischia 4.0 e NaStartup vogliono insieme far scattare “le scintille giuste” per  creare nuovi business e lavoro», spiega il fondatore. Ecco tre cose che abbiamo imparato a bordo su turismo e innovazione.

1. Cos’è il Li-Fi (Light Fidelity)

Li-Fi è l’acronimo di “Light Fidelity”, in sostanza una forma di comunicazione senza filo e ad alta velocità, simile al wifi. Ma con una differenza sostanziale: non usa le radiofrequenze, ma la luce. La potenziale ampiezza di banda della luce visibile (400 THz – 780 THz) è mille volte superiore a quella dello spettro radio e delle microonde (3 kHz e 300 GHz) e sarà necessaria quando il traffico di dati mobile raggiungerà il milione di terabyte (nel 2021, secondo uno studio di Cisco). Alilauro sta già sperimentando la tecnologia, come racconta il presidente Salvatore Lauro, in collaborazione con To Be SRL, la startup di Francesco Paolo Russo, specializzata in soluzioni LiFi & IoT.

2. La sfida del turismo del futuro: dare valore ai dati

 

Tra gli ospiti che si alternano a Ischia 4.0, c’è Fabio Cantone, CEO di HotelBrand, la startup che ha sviluppato un sistema di business intelligence per hotel che consente grazie all’analisi dei big data, di avere un sistema che analizza reputazione, prezzi e dati sulla destinazione al fine di migliorarne l’ADR. Nel suo intervento, Cantone ci racconta in che modo le nuove tecnologie: big data, chat bot, AI (intelligenza Artificiale) e wearable possono contribuire a migliorare l’offerta turistica: «Gli operatori del settore dovrebbero cogliere l’opportunità offerta da tutte queste tecnologie per fornire esperienze di viaggio, di prenotazione, di fruizione dei servizi che siano realmente in linea con le preferenze degli utenti. Bisogna però sempre tener presente che il turismo 4.0 non può seguire le stesse logiche di automazione verso cui si spinge l’industria 4.0 in quanto da sempre il turismo è fatto di esperienze, di emozioni, di umanità».

3. Droni, gli Indiana Jones del futuro

A caccia dei tesori ancora nascosti del turismo italiano ci saranno i droni, spiega Paolo Mirabelli, CEO di Graphidea, esperto di Robot e Droni. Nel corso del suo intervento a Ischia 4.0, Mirabelli illustra una tecnologia, un drone subacqueo, capace di riconoscere e recuperare manufatti antichi ad altissime profondità: «È una tecnologia già funzionante che può portare alla luce delle magnifiche realtà, più di qualsiasi squadra di sub che fino a oggi si sono occupati di recuperi complessi».

NaStartup a caccia di talenti

Non solo workshop su turismo e innovazione. Ischia 4.0 è stata anche l’occasione per mettere a confronto startup del futuro nel tradizionale appuntamento mensile di NaStartup. A contendersi lo scettro di  regina di Ischia 4.0: SkyWay, una nuova tecnologia alla “Elon Musk” per il trasporto del futuro, Skinny, un progetto per aiutare l’apprendimento dei bambini con cartoon interattivi Spazio Virtuale, uno strumento per aiutare le aziende a vendere di più online con la realtà virtuale. E infine Profilo Assicurativo, una piattaforma che attraverso l’interattività vuole migliorare il rapporto tra clienti e assicurazioni. Una sfida che è valsa a Pasquale Cautiero anche la vittoria nella gara: «L’idea di NaStartup non è quella di fare competere le startup, ma di farle collaborare con gli attori del territorio. Per farlo inventiamo sempre nuove formule, dal mare di oggi passeremo nel prossimo evento al “tribunale”. Porteremo le startup “sotto processo”, per feedback e critiche costruttive», conclude Prigiobbo.