Nuovi servizi per nuove tecnologie, così crescono automotive e insurtech

Dal report European Innovation Outposts in Silicon Valley di Mind The Bridge, al Global Matching Program. Ecco cosa si muove in Silicon Valley, in Europa e in Italia in 2 comparti molto vivaci

Automotive e insurtech (categoria corretta quando parliamo del mercato delle assicurazioni in termini di innovazione): sono questi i settori su cui Mind The Bridge punta maggiormente. Attraverso il suo Global Matching Program, iniziativa dedicata a questi settori di mercato e che si è chiusa proprio in questi giorni a San Francisco. Obiettivo, aiutare le aziende a innovare, ma soprattutto le startup a scalare. Il programma ha ospitato 25 startup e 23 grandi aziende provenienti sia dalla Silicon Valley che da altri mercati internazionali. «Siamo molto orgogliosi dei risultati e dell’entusiasmo dimostrato dalle aziende in questa prima edizione – ha dichiarato Marco Marinucci, founder e ceo di Mind the Bridge – tutto è nato con il nostro report European Innovation Outposts in Silicon Valley da cui è emerso che i settori Automotive e Fintech sono quelli maggiormente rappresentati dalle aziende europee con un avamposto in Silicon Valley. Così ad aprile siamo partiti con il programma». Il programma si è concluso il 6 luglio con un Demo Day cui, precisa Marinucci, hanno partecipato «le startup a una selezione di 23 grandi aziende provenienti da Stati uniti, Regno Unito, Germania, Italia e Corea del Sud». Tra le startup: Air, CarforceCarViElafris, Life Detection TechsMojioReality.ai, SaphibeatWeFitterWellth. «I settori non esistono più – ha commentato Alberto Onetti, chairman di Mind The Bridge – le nuove tecnologie sono piattaforme trasversali che forniscono soluzioni e abilitano a nuovi servizi. Non a caso abbiamo deciso di mettere insieme Insurance e Automotive proprio perché vediamo tante startup che operano all’intersezione tra questi due mercati abilitando innovazione».

Leggi anche: Le 44 aziende europee in Silicon Valley (2 italiane). Il report di Mind The Bridge

automotive

Italia avanti

«Contrariamente a quanto siamo abituati a leggere,

l’Italia proprio nel settore Automotive e Insurtech si mostra 5-6 anni in avanti rispetto agli altri paesi, con circa 6 milioni di connected car su cui sono installate le black box

– ha aggiunto sempre Marco Marinucci – come anche ci racconta il nostro partner Unipol, l’Italia è all’avanguardia nei nuovi business model per le assicurazioni grazie all’analisi dei comportamenti degli utenti monitorati dai sistemi telemetrici».

Qui insurtech

Sul fronte assicurazioni del futuro, le grandi aziende si muovono con un approccio di open innovation, cercando nelle startup e nei talenti soluzioni per innovare il settore. Come sta facendo AXA Italia, con il suo AXA Innovation Hub. Vi abbiamo raccontato tutto QUI e QUI. Mentre per uno scenario sul settore diamo un’occhiata QUI e anche QUI. Di insurtech si parla sempre di più in connessione al fintech. Come nei FinTech Awards, i 2 giorni dedicati, organizzati a Milano da FinTechStage, in partnership con CheBanca!

MCE 4×4

Che il settore dell’automotive sia piuttosto vivace emerge anche dall’attenzione e dai risultati di altri player del settore. Su StartupItalia! abbiamo raccontato la call e le startup di MCE 4×4, appuntamento annuale organizzato da Assolombarda e Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con Nuvolab. Per Francesco Inguscio, ceo di Nuvolab «il più grande evento nazionale di match-making industriale nel mondo della mobilità e dei trasporti».

MotorK e le altre…

Per tornare all’automotive in senso stretto, non possiamo non citare i risultati di MotorK. La startup di Marco Marlia non solo ha chiuso un round da 10 milioni a marzo 2017, ma si muove come un treno fra partnership e acquisizioni in tutta Europa.

Sharing mobility

E le altre startup del settore? QUI abbiamo fatto il punto sull’equity crowdfunding di Scuter, la startup romana della sharing mobility su due ruote, che ha concluso con successo ad aprile la sua campagna su MamaCrowd. Mentre molto attiva sempre su Roma è anche Moovit: dopo sette mesi di sperimentazione la piattaforma (nata in Israele) per il carpooling urbano ad aprile è entrata a regime proponendosi come servizio complementare al trasporto pubblico. Tutto bene dunque? Non esattamente. Il carsharing, nel dettaglio stiamo scivolando verso questo tema, è vivace, ma non decolla. Ce lo ha spiegato QUI Simone Cosimi. Ma di vivacità in vivacità, a Latina, a pochi chilometri da Roma, è arrivata QuandoPassa.it, sistema di infomobilità adottato dall’azienda di trasporti comunale per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici. L’idea è venuta a Cesare Bianchi, giovane ricercatore originario della provincia di Latina, tornato in Italia dopo il dottorato all’estero, che l’ha realizzata attraverso la startup universitaria GH s.r.l. fondata dallo stesso Bianchi con il supporto dell’Università La Sapienza di Roma. Tra i servizi, più di 1000 paline intelligenti in grado di fornire i tempi di arrivo degli autobus con una precisione di oltre il 95%, la possibilità di seguire in tempo reale la posizione del veicolo sul proprio smartphone o di ricevere un avviso quando l’autobus si sta avvicinando alla fermata, in modo da poterlo aspettare dove si preferisce senza perdere tempo.

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