L’Innovation Hub di Intesa Sanpaolo e Federico II fa incontrare a Napoli domanda e offerta di innovazione

Lo spazio è stato inaugurato il 19 giugno nel polo di San Giovanni a Teduccio dove sorge la iOS Developer Academy. Servirà per rendere possibile il trasferimento tecnologico dalla ricerca accademica alle imprese e arrivare alla produzione industriale 4.0

Il nastro rosso delle grandi occasioni lo hanno tagliato Francesco Guido, direttore generale del Banco di Napoli e direttore regionale di Intesa Sanpaolo e il professore Giorgio Ventre, direttore scientifico Developer Academy dell’Università Federico II. È stato inaugurato così il 19 giugno l’Innovation Hub che il gruppo Intesa Sanpaolo ha voluto aprire nel polo universitario di San Giovanni a Teduccio, nella periferia est di Napoli. Si tratta di un punto di incontro tra banca, imprese e università per dare il giusto sostegno pratico oltre che finanziario a startup e pmi del mezzogiorno. E non è un caso che il tutto si avvenuto a pochi passi da dove è entrata in attività l’accademia per sviluppatori voluta da Apple nel capoluogo campano. Lo sottolinea il professore Ventre: «Forse sarebbe stato più comodo aprire l’hub nella sede centrale dell’università, in via Mezzocannone, ma è da qui che vogliamo far partire l’innovazione».

«Un foglio bianco per scrivere una nuova storia»

Il centro, che sarà aperto a chiunque voglia cercare strade nuove per la sua attività imprenditoriale, ospiterà incontri di formazione e workshop con esperti che potranno indicare i percorsi da seguire per avviare nel concreto la quarta rivoluzione industriale, sfruttando il piano del governo per l’industria 4.0. «È necessario superare la concezione comune del ruolo della banca, legata solo ai finanziamenti e al credito. Il cambiamento che serve alle imprese non è solo innovazione tecnologica, ma è anche e soprattutto un cambiamento culturale che permetta di prendere competenza e valore da tantissimi ambiti», ha precisato il direttore del Banco di Napoli Guido. Il progetto avviato con l’Innovation Hub è ben definito nelle sue finalità anche se non ci sono ancora i dettagli precisi di come raggiungerle: «L’hub è un foglio bianco sul quale scrivere dal nulla una nuova storia grazie alle intuizioni del Banco di Napoli e a quelle dell’università che ha in mano la materia prima più preziosa, la ricerca», ha aggiunto il dottor Guido. La banca quindi si impegnerà a fornire agli operatori dell’innovazione un’occasione di matching tra domanda e offerta e un sostegno che non si risolva nel solo ambito finanziario. «Faremo formazione, consulenza operativa, scouting di nuove tecnologie», precisa Giancarlo Tammaro, responsabile marketing del Banco di Napoli.

Il trasferimento tecnologico dall’università alle imprese

L’accordo siglato tra la Federico II e il gruppo Intesa Sanpaolo nel mese di gennaio, che ora trova la sua realizzazione in questo spazio fisico, aggiunge un altro tassello alle iniziative dell’università a sostegno delle startup e delle pmi innovative. «Il nostro ateneo ha già prodotto importanti innovazioni che hanno trovato spazio anche a livello internazionale e che rappresentano il nostro orgoglio. Finora il rapporto diretto tra imprese e università non ha funzionato. Con questo progetto contiamo di farlo migliorare», spera il professore Ventre. L’università ha già attivato un hub con uno spazio di co-working che sarà pronto a ospitare e far crescere ulteriormente i ragazzi che escono dall’Academy di Apple. L’hub creato con Intesa sarà un modo per rendere possibile il trasferimento tecnologico dall’università alle imprese in prospettiva open innovation.

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