#FuturoPeriferie partire dalla cultura per rigenerare la città

Giovedì 8 giugno, a Roma, al convegno “Futuro Periferie. La cultura rigenera” organizzato dal MiBACT, si discuterà dei nuovi approcci e delle esperienze più interessanti da adottare per il rilancio delle periferie urbane italiane

Ci siamo! L’ 8 giugno dalle 9.30 a Roma presso il complesso ex Cerimant (via Prenestina 931) si terrà il convegno “Futuro Periferie. La cultura rigenera”, sulle organizzato dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (DGAAP), struttura centrale del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo (MiBACT) che si dedica alla contemporaneità.
Un evento di portata nazionale (qui il sito) che si colloca perfettamente nella strategia del Governo italiano che ha posto la rigenerazione urbana tra le sue priorità, stanziando 3,9 miliardi (suddivisi in differenti voci di spesa) complessivi prevedendo 120 interventi.

Un viaggio nel presente e nel futuro delle periferie

L’obiettivo dell’evento al quale parteciperanno esperti, amministratori, rappresentanti delle associazioni e addetti ai lavori provenienti da tutta Italia, è di approfondire le modalità innovative di produzione di beni e servizi che valorizzano la cultura come leva per attivare nuove forme di imprenditoria dal basso, connettendo le reti formatesi in diversi contesti. Saranno prese in rassegna le caratteristiche progettuali, i modelli economici, le dinamiche organizzative e i nuovi approcci di rigenerazione urbana.
Un viaggio nel presente e nel futuro delle periferie urbane, convinti che la potenza della cultura possa demolire i muri del degrado rigenerando il capitale sociale, per stabilire un nuovo legame tra cittadini. Approcci innovativi e politiche che scommettano convintamente sulla cultura come pilastro per costruire il rilancio delle città.
Il convegno ha ricevuto il patrocinio del CNAPPC e agli iscritti agli Ordini provinciali verranno rilasciati 6 crediti formativi dal CNAPPC.

Un intervento culturale

I lavori partiranno da una domanda semplice ma di fondamentale importanza: come rigenerare le periferie del nostro paese?
Per anni abbiamo immaginato che la possibilità di intervenire fisicamente, unicamente dal punto di vista edilizio, fosse fondamentale. Oggi la prospettiva, e quindi l’approccio, sono cambiati e la cultura è divenuta fondamento di un percorso di rigenerazione per le nostre città. Quale cultura? Quella plurale, interdisciplinare, poliedrica fino ad arrivare alla cultura facente parte dei processi produttivi, che concorre a determinare la manifattura evoluta e le azioni dotate di evidente e concreto valore economico. Come le Pubbliche Amministrazioni possono promuovere questi processi? Le scarse risorse finanziarie sono rappresentano un problema non impossibile da superare. Infatti le amministrazioni pubbliche dispongono di una grande risorsa da mettere in gioco: il patrimonio, spesso abbandonato, e sottoutilizzato. Caserme, uffici, immobili di diverso tipo abbandonati al degrado o scarsamente utilizzati. Tutti luoghi dove la comunità può sperimentare nuovi modo di organizzare sé stessa attraverso processi di sviluppo economico. Un processo di attivazione e rigenerazione delle comunità, attraverso il rafforzamento del capitale sociale e umano.

Il focus dell’evento

Ci troviamo quindi di fronte ad un nuovo modo di interpretare la periferia urbana, integrato alle modalità tradizionali che sono solitamente concentrate sul disagio sociale e sul degrado fisico. Il focus si stringe sui contenuti funzionali dei territori e agli equilibri o squilibri che sussistono tra parti della città, cariche di funzioni dove vivono e lavoro i cittadini, e parti delle città più povere di servizi e tipicamente monofunzionali. Queste sono le periferie in cui è importante l’intervento di rigenerazione, e soprattutto la cultura può assumere un ruolo determinante nella prospettiva di costruire un nuovo mix di funzioni, che oggi è un fattore decisivo per generare quel carattere urbano che manca alle periferie.
Si discuterà inoltre di flessibilità e di come attivare dei percorsi partecipativi per pensare a delle forme di regolazione leggera che permetta di supportare queste esperienze affinché producano effetti di rigenerazione urbana durevoli.

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