La piattaforma di interior design Made in Italy che utilizza la realtà aumentata. M2 Italia

Tra i progetti supportati dal network del Veneto che mette in connessione 6 laboratori anche l’ecommerce di Antonio Guadagnino

M2 Italia è un progetto che ha sviluppato un sistema che consente di visualizzare soluzioni virtuali di arredo Made in Italy, create da interior designer, direttamente da casa e connessi ad una piattaforma di acquisto. La società si è costituita nel 2016, ma il concept dell’idea risale al 2011 ed è frutto dell’intuizione di Antonio Guadagnino, innovation designer italiano, imprenditore con esperienza nel continente asiatico e ad della società. M2 Italia conta 8 persone tra soci e collaboratori, ma ha già all’attivo la connessione ad un network di 80.000 utenti giornalieri internazionali e 200 produttori. Tra i soci Mario Esposito e Luca Burnacci. Attraverso la collaborazione con M2Italia Design, la software house Eggon, il supporto di FabCube e professionisti come Filippo Prataviera e Dino Vincoletto, M2 Italia lavora a questo progetto: permettere a chiunque di scegliere da casa la migliore soluzione d’arredo made in Italy, appoggiandosi eventualmente a nuovi concept store dove, sorseggiando un caffè italiano, definire con un interlocutore preparato i colori, i materiali, i servizi di consegna ed altri dettagli utili. Tra le partnership Sweet Home 3D, il software di arredo opensource fra i più popolari al Mondo con più di 60 milioni di download, da 220 paesi.

Leggi anche: Le 10 startup di FabCube, la rete di Fablab del Veneto che sostiene i progetti innovativi

M2 Italia

Pokémon Go, la svolta

«Al principio molti pensavano che fossimo dei folli e forse non avevano tutti i torti – ha raccontato proprio Antonio Guadagnino  – poi dopo anni difficili di sviluppo la svolta da un settore imprevisto. Grazie a Pokémon Go il mondo ha cominciato a comprendere le potenzialità della realtà aumentata. Siamo quindi stati invitati all’Asian Financial Forum dove è iniziata la collaborazione col primo distributore cinese O2O, che abbina una piattaforma online da 1 milione di utenti/giorno ad una distribuzione fisica di più di 500 store sul territorio». L’obiettivo di M2 Italia? «La vera sfida per l’internazionalizzazione e il futuro del settore è quella di riuscire a far arredare casa direttamente dal luogo ideale, la casa».

Connessi con il territorio

M2 Italia è connessa al territorio e cerca di valorizzarlo. Con M2Italia Design, una società nata dalla collaborazione con gli studi di architettura e design Preger, Belli e Bellani, ha in fase di sviluppo soluzioni per promuovere il talento dei designer italiani. Un kit di strumenti per progettare e proporre a tutto il network internazionale di M2Italia soluzioni Made in Italy. L’obiettivo è tramite una blockchain specifica, riconoscere al professionista una royalty per ogni elemento venduto attraverso quello specifico progetto.

Il mercato internazionale

Per Guadagnino «riuscire a connettere un settore tradizionalista e costituito da piccole e medie imprese, come quello del mobile, con il mercato internazionale non è una sfida possibile senza ricorrere a strumenti innovativi. Crearli da zero è forse stata una scelta azzardata e contro corrente – ha aggiunto – ma adesso, giorno dopo giorno, alimenta un valore solido. Le tradizionali piattaforme ecommerce sembrano invece zavorrate ai costi crescenti di promozione sui social ed i motori di ricerca, che troppo spesso drenano risorse al territorio verso paesi con fiscalità favorevole».

In auto per 30mila chilometri per accompagnare la figlia al college

Huang Haitao aveva promesso a sua figlia che avrebbe attraversato 26 nazioni se fosse stata accettata in un’università americana. Quando la lettera di ammissione è arrivata da Seattle, non ha potuto far altro che partire con lei dalla Cina verso gli Stati Uniti

Diane Jooris usa la realtà virtuale per aiutare i malati di cancro. La storia

Oncomfort, azienda americana, crea software che abbassano i livelli di stress e di dolore dei pazienti affetti da cancro. La fondatrice del progetto racconta a StartupItalia! la sua esperienza che l’ha portata a pensare a questa particolare terapia