Redazione

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Feb 22, 2017

Marketing, comunicazione e neuroscienze. La sfida del neuromarketing a CERTAMENTE

Nel corso della due giorni dedicata alle possibilità offerte dalla disciplina nel comprendere i processi decisionali del consumatore verrà anche presentato lo studio di Teads

La conoscenza accademica delle neuroscienze protagonista nel marketing e nella comunicazione. Questo il tema al centro del dibattito presso la Fondazione Riccardo Catella, il 2 e 3 marzo, in via Gaetano de Castillia 28 a Milano, nel corso della seconda edizione di CERTAMENTE, appuntamento nato nel 2016 come il primo convegno di neuromarketing organizzato in Italia, rivolto alla business community. Voluto da due realtà italiane all’avanguardia nell’approccio neuromarketing alla comunicazione e alla ricerca di mercato, l’evento mira a soddisfare la curiosità sempre più crescente sulle possibilità offerte dalla disciplina nel comprendere i processi decisionali del consumatore. QUI per registrarsi e partecipare. Nel corso della due giorni verrà anche presentato lo studio di Teadsideatore della pubblicità video outstream e primo video advertising marketplace al mondo. Lo studio dimostra come i contesti editoriali premium risultino maggiormente ingaggianti per gli utenti, grazie a contenuti altamente memorabili e di grande impatto.

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Il programma

La prima mattina è dedicata alla divulgazione accademica per comprendere come scienza e business siano sempre più complementari. La partecipazione di cinque università italiane (Università “La Sapienza” di Roma, Università Cattolica di Milano, Politecnico di Milano, IULM, Milano-Bicocca) e il CNR permetterà infatti di confrontare diversi approcci al neuromarketing: partendo dal punto di vista fisiologico fino a quello dei neuroni specchio, passando per la psicologia del consumatore. 

Il resto delle due giornate di convegno vedrà invece importanti speaker italiani e internazionali alternarsi sul palco: si parlerà di emotional marketing con Daryl Weber, autore di “Brand Seduction: How Neuroscience Can Help Marketers Build Memorable Brands”, ex global director della strategia creativa di Coca Cola. Il suo lavoro ha influenzato le strategie di Nike, Johnnie Walker, Gatorade, Pampers e molti altri. Tra i protagonisti, Alastair Herbert, fondatore di Linguabrand, racconterà in che modo la linguistica cognitiva ha aiutato Adidas ad ottimizzare il suo tono di voce e ad aumentare le vendite. Interviene anche Daniel B. Yarosh, chief Technology Advisor Estee Lauder Companies, che parlerà dell’evoluzione biologica della percezione cerebrale del bello e delle implicazioni sul mercato cosmetico. Ci sarà Eamon Fulcher, psicologo cognitivo-comportamentale presso la Arden University e direttore di Split Second Research, che parlerà dell’importanza delle valutazioni implicite di un brand attraverso uno studio effettuato sul packaging di una marca di vino bianco. Graeme Newell, presidente di 602 Communications, tratterà il tema dell’emotional marketing con molti esempi pratici. Elissa Moses, Ceo di IPSOS Neuro and Behavioral Science Center, tornerà anche in questa edizione insieme a Ani Ieroncig, direttore Marketing Research di Canada Post, con uno studio sull’efficacia del direct mail vs il digital advertising.

Lo studio di Teads

Lo studio di Teads analizza una serie di articoli provenienti dalla rete di premium publisher partner di Teads, tra cui Time Inc., Condé Nast, Forbes, RCS e The Atlantic, Teads ha scoperto che il valore unico dei contesti editoriali premium risiede nella capacità di veicolare il contenuto con grande efficacia: in questi ambienti, infatti, i contenuti risultano il 16% più rilevanti per la persona e, di conseguenza, più coinvolgenti, rispetto a quelli collocati nei social feed. «Questo studio conferma ciò che Teads ha sostenuto per lungo tempo: la pubblicità all’interno di ambienti premium è la soluzione più efficace per gli advertiser, essendo in grado di toccare un alto numero di metriche di performance chiave – ha spiegato Rebecca Mahony, CMO di Teads – gli studi neuro-scientifici stanno davvero andando oltre i limiti della attuale misurazione degli effetti che la pubblicità esercita sui consumatori. Inoltre, offrono un’opportunità unica, scavando in profondità per esplorare gli elementi e i contesti che circondano un annuncio. Siamo entusisti di constatare che i risultati della nostra ricerca abbiano confermato che gli ambienti premium aiutano il video advertising a primeggiare». Per la ricerca, Teads e Neuro-Insight hanno chiesto a 100 intervistati, suddivisi in due gruppi, di indossare dei caschi dotati di neuro trasmettitori per misurare le reazioni del cervello. Entrambi i gruppi sono stati esposti agli stessi otto video su mobile, collocati o all’interno del proprio feed di Facebook, o all’interno della rete di premium publisher di Teads.