La sfida di growITup: aiutare le startup a scalare

Fondazione Cariplo e Microsoft hanno dato vita a un progetto guidato da Enrico Noseda e Anders Nilsson per facilitare gli investimenti in startup italiane e arrivare ad “almeno un miliardo di euro” nel 2020

Gli investimenti nelle startup italiane stanno crescendo, ma esiste ancora un gap enorme tra l’Italia e il resto del mondo. A San Francisco nelle startup si investono 25 miliardi di euro; a New York 6,5 miliardi di euro; in UK 3,2; in Germania 1,9; in Francia 2,7; in Israele 2,7. Certo, se guardiamo ai numeri, il quadro italiano, ci appare impietoso: in italia, gli investimenti in startup ammontano solo a 180 milioni. Catturare talenti e riuscire a tenerli in Italia sembra facile, ma non lo è. Nel resto del mondo, certamente, si investe molto di più.

La crescita c’è, l’interesse anche. In Italia gli investimenti sono in aumento, ma non basta. I dati mostrano un + sostanzioso (+24%) rispetto al 2015. Questo è il quadro che appare dai dati del Politecnico di Milano. Ma questi numeri, affinché l’Italia sia competitiva, dovrebbero crescere ancora e ancora. Serve qualcosa di diverso per far decollare gli investimenti nelle startup italiane. Per migliorare le cose serve un ecosistema vivo. Un ecosistema in grado di reggersi da solo. Per far dialogare startup e grandi aziende ci vuole un ponte: ed è quello che stanno cercando di costruire Cariplo Factory e Microsoft all’interno di Base Milano. Il progetto, unico nel panorama europeo, si chiama growITup ed è stato lanciato a luglio del 2016 per iniziativa di Fondazione Cariplo in collaborazione con Microsoft.

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Il progetto

Nel percorso delle startup ci sono varie fasi. Questo progetto si inserisce dopo la fase di incubazione. Insomma, dopo che la startup è cresciuta e si è sviluppata. Nella fase, se vogliamo, più critica. Quella in cui si percepiscono le reali difficoltà, quella in cui la startup si confronta con il mercato. Nel momento in cui gli incubatori hanno finito il loro compito e la startup “o vola o muore”. Oggi abbiamo molti programmi di accelerazione e molti incubatori. Manca un tassello, manca “il dopo”. Ed è qui che si inserisce growITup.

Il progetto nasce da due realtà (profit e no profit) che già collaborano da tempo e che si adoperano per sviluppare percorsi di sviluppo e di formazione che vanno ad inserirsi nei contesti nel mercato del lavoro giovanile e di open innovation.

Il modello appare win/win perché le startup si connettono alle grandi aziende. Le grandi aziende ci guadagnano in innovazione, le startup ci guadagnano in crescita e sviluppo.

Cariplo Factory e Microsoft hanno dato vita a questo progetto, guidato da Enrico Noseda e Anders Nilsson. Per Enrico Noseda bisogna cercare di facilitare il “raddoppiamento degli investimenti” in startup italiane, arrivando ad “almeno un miliardo di euro” nel 2020.

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Cariplo factory

Cariplo Factory, società strumentale della Fondazione Cariplo, è una realtà nuova. Nata nel 2016 ha come obiettivo quello di creare un grande polo di open innovation orientato al digitale e basato sulle contaminazioni tra diversi attori.

Il modello di business non è strutturato per derivare profitti attraverso l’equity. I profitti arrivano dai partner. Il 40% delle startup che hanno partecipato alla prima fase del progetto provengono da acceleratori e incubatori. Il restante 60% è stato selezionato attraverso una call diretta.

Il processo

Il processo GrowITup parte da una prima fase in cui si individuano le necessità delle aziende (corporale needs) relative all’innovazione, si cercano startup attraverso gli incubatori e gli acceleratori o si fanno open call sul mercato (a proposito, potete candidare la vostra startup qui). In questa fase (fase connect) si selezionano le startup più promettenti, confrontandole con le esigenze delle aziende partner. Segue, dunque, la seconda fase (engage), in cui le startup vengono “collegate” con le aziende partner per lavorare su iniziative interconnesse. In questa fase le startup vengono supportate dal programma e dalle aziende partner nelle loro necessità di crescita. Segue, poi, una terza fase (scale) di scalata: le startup ci guadagneranno in visibilità, accordi commerciali con grandi aziende, partnership commerciali, investimenti o co-investimenti di fondi di Venture Capital.

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Certo, nel quadro generale e a fronte dei dati sugli investimenti, il progetto è una sfida.

Partner del progetto:

Alpitour, Enel, Generali, Intesa Sanpaolo, New Holland, Luxottica, Technogym, Accenture, Avanade, Hewlett Packard Enterprise, Quadrivio, IAG, Innogest, 360 Capital Partners, Assolombarda, Business Schools del Politecnico di Milano e dell’Università LUISS – Guido Carli.

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