Le 10 startup biotech del programma di accelerazione di BioUpper

Ecco i 10 progetti scelti da Novartis e Fondazione Cariplo, in collaborazione con Polihub e Humanitas. Per loro empowerment personalizzato, accesso agevolato a risorse, strutture e relazioni dell’ecosistema medico scientifico. E per i tre vincitori finali 150 mila euro in voucher

Il cuore di BioUpper pulsa dieci volte e corre al ritmo accelerato e vertiginoso dell’innovazione, che migliora la vita di tutti noi. Sono dieci le startup biotech ammesse all’acceleration program dopo una sfida tenutasi in Cariplo Factory, a colpi di pitch tra i 17 migliori progetti. BioUpper è un acceleratore che mette a disposizione in forma di voucher 150 mila euro, suddivisi in contributi da 50 mila euro, destinati ai tre progetti migliori che ad aprile verranno scelti e premiati. Lo scopo è di formare e finanziare nuove idee di impresa nel campo delle scienze della vita. BioUpper è un progetto alla seconda edizione, lanciato da NovartisFondazione Cariplo, in collaborazione con Polihub e Humanitas. L’obiettivo è favorire il trasferimento tecnologico e di competenze per consentire a progetti biotech e lifescience di strutturarsi e rendersi appetibili sul mercato. Un’iniziativa nata per celebrare il matrimonio tra ricerca e business, tra idee astratte e attuazione pratica. Trasformare i sogni in progetti.
Ecco l’elenco delle startup valutate da una giuria di alto profilo composta da soggetti provenienti da impresa, ricerca, finanza e istituzioni.

BioUpper

LE STARTUP SELEZIONATE

  1. BTeamLavora sul bromotimolo, nuovo potente antibatterico, sviluppato grazie a un processo di produzione a basso costo ed ecosostenibile, che ha dimostrato di essere un efficace principio attivo sia per l’igiene personale sia per la disinfezione di tutte le superfici.
  2. Golgi. La prima stampante 3D che permette a centri di ricerca di stampare tessuti biologici tridimensionali, da impiegare nell’ambito della ricerca farmacologica, biomedica e cosmetica, consentendo di personalizzare la fase di sperimentazione in vitro e abbatterne i costi.
  3. Holey. La piattaforma permette alle strutture sanitarie di stampare in 3D tutori ortopedici, assicurando una forte riduzione dei costi rispetto ai tutori commerciali e riducendo le complicazioni rispetto al gesso tradizionale. I pazienti utilizzano così dispositivi personalizzabili, antiallergici e resistenti all’acqua.
  4. Probiomedica. Offre un’innovativa fototerapia per la cura dell’infezione da Helicobacter pylori, studiata per i pazienti antibiotico-resistenti, che rappresentano circa il 25% del totale. Il dispositivo è una capsula ingeribile che, una volta giunta nel tratto gastrico, eradica il batterio emettendo luce, evitando così gli effetti collaterali dell’attuale terapia antibiotica.
  5. Kyme. Applica le nanotecnologie alla diagnostica medica per migliorare i mezzi di contrasto oggi in uso clinico, permettendo un’identificazione precoce e più accurata delle patologie. Grazie alla maggiore efficacia della formulazione, è possibile aumentare il contrasto delle immagini di Risonanza Magnetica, ridurre la quantità di prodotto iniettabile e conseguentemente la sua tossicità.
  6. Newrosparks. Sistema che aiuta a smettere di fumare mediante un dispositivo indossabile che aumenta la capacità di controllo sulla dipendenza da nicotina.
  7. PD-Watch. Offre un monitoraggio continuativo e non invasivo del tremore causato dalla malattia di Parkinson, che permette allo specialista di supportare la diagnosi precoce e controllare al meglio l’evoluzione della malattia da remoto.
  8. Woundviewer. Sistema 3D per il monitoraggio e la valutazione automatica delle ulcere cutanee, che colpiscono il 2% della popolazione mondiale. Un algoritmo di intelligenza artificiale elabora autonomamente i dati provenienti dal dispositivo e ne restituisce i parametri oggettivi necessari a supportare lo specialista nella scelta terapeutica appropriata. L’utilizzo di WoundViewer riduce dunque sensibilmente i tempi di guarigione e di conseguenza i tempi e i costi di ospedalizzazione.
  9. Watchme. Dispositivo per la cura dei bambini con ritardo cognitivo che consente di supportare l’intervento riabilitativo a casa coinvolgendo in modo attivo i genitori.
  10. Postbiotica. Sviluppa nuove terapie a base di derivati di batteri – ottenute grazie a un innovativo metodo di fermentazione – per prevenire e curare in modo naturale un ampio spettro di infiammazioni: dalle reazioni allergiche alle malattie croniche dell’intestino e del tratto uro-genitale.
BioUpper

Percorso credibile per l’innovazione

«Già alla sua seconda edizione, BioUpper si sta rivelando una solida realtà per i giovani startupper italiani, capace di indicare un percorso credibile di sostegno all’innovazione nel mondo della salute – ha dichiarato Georg Schroeckenfuchs, Amministratore Delegato e Country President di Novartis Italia – il merito va a una formula che sa valorizzare i contenuti e la qualità delle idee proposte, avendo sempre come bussola le loro effettive potenzialità in termini di business. Questa formula è stata riconosciuta anche dal mercato, che ha premiato diversi progetti della prima edizione. Auguriamo lo stesso successo alle 10 nuove idee che da oggi entrano nella fase decisiva di BioUpper 2017».
Carlo Mango, Direttore Area Ricerca Scientifica di Fondazione Cariplo, ha sottolineato l’importanza di BioUpper in chiave open innovation. «Siamo orgogliosi di ospitare in Cariplo Factory la seconda edizione di BioUpper – ha detto – un progetto che si sta rivelando sempre più competitivo. Il nuovo polo della Fondazione vuole diventare il punto di riferimento per la realizzazione di progetti di open innovation e la valorizzazione di giovani talenti. Con BioUpper abbiamo dimostrato che la collaborazione profit-no profit ha enormi potenzialità tanto che, solo dopo un anno di vita, questo progetto è diventato un modello da seguire per altre aziende che vogliono sostenere l’imprenditorialità giovanile e supportare la nascita di start-up innovative».

Facilitatore dei processi di industrializzazione

«Negli ultimi anni stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione del mondo delle scienze della vita che sta diventando sempre più digitale – ha aggiunto Nando Minnella in rappresentanza del Ministero della Salute – e gli aspiranti startupper, che partecipano a questo programma, sono gli attori principali del cambiamento. In questo contesto, BioUpper svolge un ruolo importante di facilitatore e acceleratore dei processi di industrializzazione di progetti che impattano sulla salute dei pazienti migliorandone spesso le condizioni di vita se non, addirittura, guarendoli da malattie prima incurabili».

“BioUpper persegue delle finalità coerenti con gli obiettivi che il Ministero per lo Sviluppo economico si è dato negli ultimi anni, a partire dall’approvazione della politica nazionale sulle start up innovative” – ha affermato Mattia Corbetta della segreteria tecnica del Ministero. “Innovazione, talento e capitale umano sono i paradigmi che vogliamo promuovere attraverso misure quali il credito d’imposta a ricerca e sviluppo, il Patent Box e l’iper ammortamento sugli investimenti in innovazione, tutte misure che hanno contrassegnato anche la recente Legge di Bilancio. BioUpper, in questo contesto, rappresenta un’iniziativa di grande pregio perché incarna, in modo evidente, il nostro focus”.

Il programma di accelerazione

Sono stati 151 i progetti che a settembre scorso hanno risposto alla seconda edizione della call for ideas. Sono rimasti in 10. Finito il meritato clamore della festa, ora inizia il lavoro, quello severo che serve per crescere. Dal 26 gennaio al 6 aprile, infatti, i partecipanti selezionati smonteranno le rispettive idee per rimontarle più solide e forti, grazie alla fase formativa che le attende, per trasformarle in veri e propri progetti di business pronti per il mercato.
Gli ambiti di applicazione del programma includono: biotecnologie orientate alle scienze mediche, nuove molecole e target farmacologici, biomarker, gene sequencing, immunoterapia, prodotti nutraceutici, modelli di screening per la ricerca farmacologica, strumenti digitali al servizio della salute e dispositivi medicali. E poi anche software, hardware e mobile app per: rilevazione parametri vitali, diagnosi, terapia e follow up, servizi orientati al paziente o alla sanità (anche supportati da strumenti digitali), gestione del servizio socio-sanitario (es. servizi di prenotazione, di pagamento), erogazione del servizio socio-sanitario (es. riabilitazione, cura, assistenza), servizi di informazione/formazione al paziente, kit di screening e altri servizi per i farmacisti, strategie per migliorare la compliance terapeutica.

Crescere e diventare imprenditori

Se è vero che i fatti hanno la testa dura, qui ad essere duri sono i progetti in gara, partecipanti determinatissimi che fanno i conti con quanta forza hanno in tasca per dare forma alla loro precisa idea di innovazione. Se ci deve essere una soluzione, arriverà cercandola, perché chi partecipa a BioUpper proviene quasi sempre dal mondo della ricerca universitaria, dotato di ottime competenze scientifiche, ma con deboli conoscenze delle dinamiche del mercato e del marketing. Sono arrivati fin qui proprio per questo: crescere e diventare imprenditori a 360 gradi, tramite un programma di empowerment personalizzato, offrendo un accesso agevolato a risorse, strutture e relazioni dell’ecosistema medico scientifico.

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