Morchio (Accenture): «Con l’open innovation cresce tutta l’economia italiana»

La visione di Accenture è che l’open innovation sia fondamentale per la crescita dell’Italia. Anche per questo la società è diventata partner di Luiss Enlabs

“Oggi quasi tutti i nostri clienti ci chiedono di poter aver accesso all’open innovation” dice Marco Morchio, Managing Director Accenture Strategy per l’Italia, Grecia ed Europa centrale. Accenture ha recentemente diffuso uno studio proprio sull’impatto che l’apertura delle aziende a un nuovo tipo di innovazione – quello portato dalle startup – ha in termini dell’economia del Paese. Il rapporto di Accenture Harnessing the Power of Entrepreneurs to Open Innovation”, pubblicato in collaborazione con la G20 Young Entrepreneurs Alliance, ha intervistato un campione di più di un migliaio di imprenditori e altrettante grandi aziende delle economie del G20. Dall’indagine è emersa una forte tendenza all’open innovation: l’82% delle imprese intervistate ritiene, infatti, di poter imparare dalle startup come diventare un business digitale, e si aspettano una crescita del fatturato dal 9 % al 20 % entro cinque anni dalla collaborazione con gli innovatori.

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Accenture si sta impegnando per avvicinare il mondo corporate a quello degli innovatori. Startupitalia ha incontrato Morchio nell’ambito dell’inaugurazione della nuova sede di Luiss Enlabs.

Qual è l’impegno di Accenture nei confronti delle startup?

«Noi vogliamo mettere in contatto le startup con il mondo delle grandi aziende: sono due culture e modi di lavorare completamente diversi, noi lavoriamo e conosciamo molto bene le grandi aziende e ci occupiamo da sempre dei loro progetti di cambiamento e miglioramento. Il nostro contributo come partner di Luiss Enlabs sarà questo: noi portiamo la conoscenza delle imprese, Enlabs porta la conoscenza delle startup. Ci completeremo».

Come avverrà, concretamente?

«Vorremmo lanciare dei programmi di accelerazione verticale nelle aziende. Cercheremo di focalizzare l’attenzione di grandi corporate su un investimento non solo su ricerca e sviluppo interna, ma anche e soprattutto in questi programmi di accelerazione con le startup».

Quali sono i settori più promettenti?

«Storicamente l’interesse per l’innovazione è nato col fintech, ma oggi si è esteso praticamente dappertutto, dal food all’automotive, gli esempi di grandi aziende che si aprono a startup digitali non mancano. Tutti i settori sono promettenti. Il nostro studio ha dimostrato con i numeri che se le aziende dedicano parte dei loro investimenti sull’open innovation il pil cresce: il nostro modello ha previsto una crescita del pil addizionale di 80 miliardi entro il 2020».

@carlottabalena

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