Alessio Nisi

Alessio Nisi

Mag 16, 2016, 7:36am

Zehnder (Sanofi Italia): «Ascoltiamo le startup e l’Italia che innova nella salute»

#MeetSanofi, #5innovazioni, #MaketoCare, il contest per Maker Faire 2016, e gli altri progetti per innovare della casa farmaceutica. Ne parliamo con il presidente e AD

Un percorso nuovo e di ascolto delle startup locali, che si occupano di health, «in una logica glocal». Due progetti in corso, #MeetSanofi e #5innovazioni, «di fatto un viaggio nell’Italia che innova nella salute». E poi anche il contest #MaketoCare, con cui Sanofi (nel dettaglio, la divisione Genzyme, che si occupa di malattie rare) partecipa alla Maker Faire Rome 2016, per raccogliere «idee e soluzioni innovative per i bisogni di chi affronta quotidianamente la disabilità». In premio un viaggio in Silicon Valley (QUI i dettagli). Dei progetti in corso e di quelli nuovi, ma anche delle prime impressioni raccolte nel corso degli appuntamenti del roadshow, abbiamo parlato con Alex Zehnder, Presidente e AD di Sanofi Italia. « L’innovazione – ha detto – può essere attuata soltanto coinvolgendo tutti gli interlocutori. Penso alle realtà biotech legate a startup innovative, ma anche all’eccellenza del tessuto produttivo composto da tante PMI italiane che fanno innovazione nel pharma».

Sanofi

Alexander Zehnder, Presidente e AD di Sanofi Italia

Sanofi si rivolge alle startup per innovare? 

Al momento stiamo ascoltando le startup del segmento scienze della vita e salute. Nel 2015 i finanziamenti di startup di questo segmento a livello mondiale sono stati intorno ai 6 miliardi di dollari. Vogliamo approcciare in primo luogo cercando di comprendere quello che accade in Italia e individuare le migliori realtà che si sviluppano anche nei vari territori in una logica glocal. D’altronde per noi il rapporto con l’Italia e con il territorio italiano è fondamentale. Siamo un’azienda francese con DNA Italiano: contiamo su una presenza industriale forte e radicata nelle comunità locali in cui è presente.

Come “ascoltate” le startup?

Al momento abbiamo in corso due progetti, in particolare, che ci consentono di entrare più a contatto con questo mondo: #MeetSanofi e gli incontri territoriali di #5innovazioni. I #MeetSanofi sono aperitalk trimestrali di confronto e networking tra startup health, giornalisti ed esperti del segmento pharma, community e blogger.
Il secondo progetto è #5innovazioni: con un contest dedicato, stiamo cercando un’idea innovativa per migliorare la gestione del diabete. Con questo progetto ci siamo rivolti ad associazioni di pazienti, community, strutture di vario tipo. In finale sono giunti cinque progetti, che provengono davvero da ogni angolo d’Italia. E così abbiamo deciso di girare per questa Italia che fa innovazione, andando a presentare i finalisti: abbiamo fatto tappa a Milano, Napoli, Perugia, Bari e Cagliari. Di fatto per noi si tratta di un viaggio nell’Italia che innova nella salute, un’Italia che propone nuove soluzioni per fare rete sul territorio e tra i diversi attori coinvolti.

In questo roadshow quali sono le realtà che vi hanno maggiormente colpito sul fronte startup?

Ciascuna realtà ha un elemento di specificità da valorizzare. Su Napoli ho notato il forte legame col contesto accademico, avendo incontrato due startup che in un certo senso rappresentano una sorta di spin off universitario: mi riferisco ad esempio alla storia d’eccellenza di Delia Picone, docente all’Università di Napoli Federico II e coordinatrice del team di ricercatori che ha dato vita alla startup iSweetch. La loro innovazione è un dolcificante ipocalorico e proteico, che sfrutta le proteine dolci, isolate da piante tropicali, ed è tremila volte più dolce dello zucchero tradizionale. Tra i vantaggi la possibilità di trasformare con processi biotecnologici le proteine dolci.

Per il futuro avete altri progetti in cantiere?

Sanofi Genzyme è la divisione di Sanofi dedicata a malattie rare, sclerosi multipla, oncologia e immunologia. Siamo partiti con “The World vs.MS”, una campagna europea che mira ad aumentare la consapevolezza della vita con la sclerosi multipla e migliorarla con idee, progetti, invenzioni concrete. Tutto ciò per aiutare quasi 3 milioni di persone con sclerosi multipla presenti nel mondo. L’obiettivo è passare dal bisogno a una soluzione, dalla domanda a una potenziale risposta: dalla raccolta e segnalazione di bisogni reali delle persone con sclerosi multipla, a idee di startupper e innovatori che possono diventare soluzioni concrete. In palio ci sono 100mila euro per dare vita all’idea vincente. Fino al 31 maggio 2016 chi convive con la malattia (pazienti, familiari, amici, medici, operatori della salute) può postare una sfida quotidiana sul sito dedicato alla campagna (QUI).  A luglio il lancio del contest; a fine anno le votazioni da parte di un comitato internazionale e di chiunque voglia farlo sul sito.

C’è poi #MaketoCare con cui Sanofi Genzyme partecipa per la seconda volta alla Maker Faire Rome: con un contest dedicato raccoglieremo idee e soluzioni innovative per i bisogni di chi affronta quotidianamente la disabilità, in qualsiasi forma si manifesti. In palio un viaggio nella Silicon Valley per visitare i leader dell’innovazione mondiale.

Quanto investite in ricerca e innovazione?

Negli ultimi anni abbiamo investito costantemente in Italia con circa 40 milioni nel comparto industriale e 10 milioni in ricerca clinica. Da medico con una lunga esperienza in azienda in contesti internazionali, ritengo fondamentale investire nel futuro, quindi in ricerca e innovazione. Questo è ancor più importante se si tratta di ricerca medica e scientifica: un’innovazione che fa del bene. 

Insomma, la chiave è fare rete…

Ormai la necessità di fare sistema è un input che viene chiesto da diversi settori. Anche per una sostenibilità sempre più a rischio, stanca di una visione a silos che spesso non tiene conto appunto della centralità della persona nel contesto economico. L’innovazione può essere attuata soltanto coinvolgendo tutti gli interlocutori. Penso ad esempio alle realtà biotech legate a startup innovative, ma anche all’eccellenza del tessuto produttivo composto da tante PMI italiane che fanno innovazione nel pharma. A Perugia durante il roadshow #5innovazioni abbiamo ospitato ad esempio il Polo Biomedicale Umbro: si tratta di un’associazione di imprese private (in tutto sono 27) nata tre anni fa e che già oggi ha all’attivo diverse attività anche all’estero. Mi ha colpito molto questa rete di impresa che di fatto lavora su soluzioni verticali e c’è un tema di progettualità condivisa.

Le startup che partecipano ai vostri meeting, che tipo di percorso fanno dopo? 

Innanzitutto e per questa fase, rispetto alle startup che partecipano ai nostri eventi, Sanofi ha un ruolo di ascolto. E poi un ruolo proattivo, perché possiamo incentivare occasione di scambio, di confronto e di conoscenza rispetto agli stakeholder del territorio.