Lavorare in piccoli gruppi è meglio e altri trucchi che le grandi aziende possono insegnare alle startup

I big hanno sempre qualcosa da insegnare alle startup: ecco 3 buone prassi, utilissime per crescere

Ogni grande azienda è stata una startup, diventata grande facendo un sacco di cose giuste. Durante la fase di lancio della sua startup, l’imprenditore Christian Baesler era in una grande compagnia: ora spiega su Entrepreneur quali sono le buone prassi che una startup dovrebbe “rubare” ai big.

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credits everydayinterviewtips.com

1. Più il team è leggero e più andrete veloci

Quando si lavora alla creazione di un’impresa, ci si può trovare in un batter d’occhio a dover tenere in considerazione le opinioni di un sacco di persone: investitori, consulenti, la propria squadra. Se imparare dai propri errori e farli da soli è sempre la strategia migliore, ricordate anche che più il vostro team è leggero, più andrete veloci. Come insegna Google X, lavorare a piccoli gruppi restando all’interno di un ecosistema più grande può portare a grandi risultati. Condividere la fase iniziale di un progetto con poche persone può fare la differenza, anche se questo significa dover investire i propri soldi.

2. Allargate il team e pagatelo con uno stipendio vero

Nelle grandi aziende si viene giudicati per la capacità di gestire i margini di profitto. Quando si diventa imprenditori, la prospettiva si ribalta: si può far fronte ad anni di perdite prima di raggiungere il successo. Spendere molto per avere un forte impatto sul mercato o attirare investimenti a fronte di alte aspettative future, può essere molto pericoloso. Iniziare da piccoli con poche risorse può permettere di attirare i giusti investimenti per allargare il team e permettervi ad esempio di pagarli con un vero stipendio, e non solo con un pasto gratis.

3. Non abbiate paura del piano B

Affrontare i problemi da angolazioni nuove può fare la differenza sia in una startup sia in una grande azienda. Howard Schultz, CEO di Starbucks, ha creato un impero declinando il caffè in prodotti diversi, senza aver paura di chiudere punti vendita o imbarcarsi in campagne di rebranding. Non dimenticate il pivot: per un’azienda mettere in atto il piano B non significa ripiegare, ma innovare. Grandi o piccoli, se c’è un modo più semplice, veloce, migliore (e quindi redditizio) per fare quello che state facendo, fatelo.

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