L’Oréal chiede agli studenti di giocare a fare i manager per trovare nuove idee di business

Per aprirsi ai talenti e scovare nuove strategie di mercato, l’azienda francese punta sul business game Brandstorm (sviluppato quest’anno in collaborazione con H-Farm)

“L’innovazione è nel DNA di L’Oréal ed è stato il motore della sua storia di successo. Innovare in L’Oréal significa essere curioso ed appassionato, con la capacità di anticipare i trend e i bisogni dei consumatori per poterli trasformare in idee di successo – dice  Mathilde Durand, Direttore Reclutamento di L’Oréal Italia – In questo processo di innovazione sono centrali le persone e la loro capacità ad osare, prendere rischi, condividere e costruire insieme per immaginare il futuro”. Il veicolo per far entrare l’innovazione in azienda sono le persone creative, le nuove leve, gli studenti. Uno degli strumenti che L’Oréal utilizza per aprirsi ai talenti è Brandstorm, un business game di marketing che l’azienda organizza ogni anno in tutte le sue divisioni internazionali per reclutare menti da tutto il mondo, perché, come sottolinea Durand, “Brandstorm è un formidabile incubatore di idee e di talenti”. Il business game dura qualche mese, è pertanto un impegno molto serio per i ragazzi e per i professori che li seguono. L’edizione di quest’anno è totalmente focalizzata su mondo digitale.

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Che cosa è Brandstorm

Brandstorm si fa da 24 anni ed ha coinvolto in totale circa 80 mila studenti. L’edizione 2016 è alle fasi finali: il 10 maggio verrà annunciato il team finalista che rappresenterà l’Italia alla finale internazionale a Parigi. Gli studenti di marketing, divisi in team, giocano nel ruolo di product manager, per realizzare un prodotto digitale innovativo per un brand L’Oréal. Il brand scelto quest’anno è La Roche-Posay: i giovani dovevano lavorare su una strategia – completamente basata sulle tecnologie digitali – per attirare un nuovo target di consumatori, dai 15 ai 25 anni. I team hanno lavorato insieme per circa 6 mesi, sotto la guida dei manager L’Oréal e dei professori universitari. Quest’anno le università partner italiane erano 6: Politecnico di Milano, Università Cattolica di Milano, Università di Torino, Università di Bari Aldo Moro, Università Bocconi e Università degli Studi di Palermo.

La collaborazione con H-Farm

Visto che il prodotto che i ragazzi dovevano sviluppare doveva basarsi su tecnologia digitale, L’Oréal ha stretto una partnership con H-Farm, l’incubatore di startup che ha recentemente sviluppato importanti progetti per l’education e per la formazione aziendale. Gli studenti finalisti di Brandstorm hanno incontrato i mentor di H-Farm per un seminario di formazione sul tema della Digital Innovation e del design thinking. Oltre a questo, i futuri manager hanno potuto contare anche sulla collaborazione tra L’Oréal e TBWA\Italia, agenzia di comunicazione che si occupa di sviluppare idee di business per brand.

L’innovazione in azienda passa per gli studenti

“Avere la possibilità di confrontarsi con studenti che provengono dalle migliori università di tutto il mondo e portano la loro comprensione del consumatore, le loro idee creative, presentandole con passione, è per un’azienda una grande opportunità di scoprire nuove opportunità di business, ad esempio come integrare al meglio la leva digital nella strategia della marca” commenta ancora Durand, sottolineando come, per L’Oréal, Brandstorm rappresenti un grande strumento di recruiting. “Chiaramente questa sfida così coinvolgente e complessa permette a L’Oréal di identificare i talenti marketing di domani; sono diversi i manager che grazie a Brandstorm hanno iniziato un percorso di crescita in L’Oréal e che oggi ricoprono posizioni di rilievo”. Chi riesce ad arrivare in finale, infatti, fa “l’extra mile” come dicono in L’Oréal: “Quelli che ce la fanno sono sicuramente creativi e pieni di idee, ma anche con una grande resilienza e la voglia di mettersi in gioco, capaci di trasformare un’idea creativa in una concreta opportunità di business”.

@carlottabalena

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